La prosa in volgare

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Note sintetiche sull'affermazione della prosa nella letteratura italiana medievale (6 pagine formato pdf)

L’AFFERMAZIONE DELLA PROSA IN VOLGARE

UNA LINGUA PER LE NUOVE CLASSI SOCIALI:


Nel corso della seconda metà del Duecento la PROSA VOLGARE si arricchì numericamente di testi, ma allargò il proprio campo di pertinenza e si liberò dalla tutela del latino fino ad assumere CARATTERISTICHE SINTATTICHE E STILISTICHE INDIPENDENTI.

Nel suo percorso evolutivo, ovviamente, la nuova prosa in volgare mantenne il LATINO e il FRANCESE COME PUNTI DI RIFERIMENTO COSTANTI.

Tuttavia, il latino continuò a rappresentare lo strumento di comunicazione esclusivo in scritture a carattere ufficiale e giuridico (editti imperiali, encicliche, bolle papali, formulari e commentari giuridici) o ragionativo (produzione di argomento teologico e filosofico).
All’altro polo, l’ampia espansione del francese favorì sia la sua diretta utilizzazione da parte di alcuni prosatori italiani, sia l’originarsi di quella variante ibrida che va sotto il nome di franco-italiano.

L’affermazione del volgare nella prosa dipese principalmente dallo SVILUPPO CULTURALE E CIVILE DEI COMUNI, dalla nuova stabilità del loro assetto politico, dall’approfondimento e dalla precisazione delle esigenze culturali delle classi sociali emergenti.
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