A se stesso: riassunto, analisi del testo e parafrasi

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Parafrasi, analisi metrica e commento della poesia di Giacomo Leopardi "A se stesso" (1 pagine formato doc)

A SE STESSO: RIASSUNTO, ANALISI DEL TESTO E PARAFRASI

A se stesso di Giacomo Leopardi: parafrasi.

Ora riposerai per sempre stanco mio cuore. E' finito l'amore che credevo fosse eterno . Morì in noi, lo sento bene , non solo il desiderio ma anche la speranza riposano per sempre.
Molto palpitasti.Niente più è degno della tua passione e tantomeno lo è la terra dei tuoi sospiri. La vita non è altro che amaro e noia e marcia è la terra.
Dispera per l'ultima volta.Al genere umano il fato non donò altro che il morire.
Ormai la natura ti disprezza, il brutto potere che, nascosto, domina sulla vita delle creature decretandone il comune dolore.

A se stesso di Giacomo Leopardi: breve analisi del testo

A SE STESSO LEOPARDI ANALISI DEL TESTO

Analisi del testo: la metrica.
- rime occasionali
- Frequenti enjambement tesi a dissolvere la misura del verso
- Forti pause sintattiche che isolano alcune affermazioni come il dispera.
- allitterazioni che legano le parole creando echi di significato
- Sequenze che vanno dal verso 1-5  6-10  11-16 iniziano con lo stesso motivo, il riposo del cuore
- Uso di termini con valore radicale per sottolineare la situazione esterna ETERNO,SPENTO,PER SEMPRE
Enjambement= v6-7 v11-12 v12-13
Ellissi = v 9-10.
L'assenza del verbo suggerisce forse qui l'assenza di azione viva, del movimento che contraddistingue la vita, annullate dall'amarezza e dalla noia.

A se stesso di Giacomo Leopardi: analisi del testo e commento

A SE STESSO COMMENTO PERSONALE

Commento. Il tema della lirica è la caduta dell'ultima illusione, l'amore "inganno estremo" dovuta dalla delusione provata nello scoprire che la donna amata èmolto diversa dall'idea che il poeta aveva di lei.
La natura d'altra parte, non consente all'uomo la felicità ma assiste, fredda e impassibile, al comune danno, per cui ci ha creati, La posizione di Giacomo Leopardi in questa lirica giunge a enunciazione di vertà assoluta: la vita è solo un male. Il suo monologo, che si apre con un allocuzione al cuore perchè finalmente cessi di soffrire, svegla il contrasto tra la parte razionale e quella sentimentale del poeta in una sorta di dialogo con se stesso che evidenzia il divario tra le aspirazioni più intime e la consapevolezza del presente privo di ogni illusione. Al passato dei cari inganni dell'amore si contrappone il presente senza più speranza aperto solo all'eternità della morte, marcato con grande potenza espressiva degli avverbi "or" e "per sempre" che ribadiscono l'ineluttabilità di una condizione esistenziale sentita come definitiva.