Ser Ciappelletto: parafrasi e commento

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parafrasi completa e commento della prima novella della prima giornata del Decameron di Boccaccio, Ser Ciappelletto (4 pagine formato doc)

SER CIAPPELLETTO: PARAFRASI E COMMENTO

Dal "Decameron" di Giovanni Boccaccio. Ser Ciappelletto Giornata I, Novella I, Panfilo.

Panfilo, cui Pampinea, la "regina" della prima giornata, ha affidato il compito di narrare la prima novella, afferma che sia necessario che l'uomo inizi qualsiasi cosa nel nome di Dio, che di tutte le cose fu creatore.
Fa quest'affermazione perché è intenzionato a raccontare una delle "sue meravigliose cose", in modo che, una volta udita la sua novella, la speranza che ognuno ha in Dio esca rafforzata, immutabile ed eterna. Inizia la narrazione chiedendo conferma in maniera retorica al suo pubblico di un luogo comune, secondo cui tutto ciò che è terreno sia soggetto a pericoli, dolore ed angoscia, per poi affermare che senza la forza e l'intelligenza forniteci dalla Grazia divina, l'uomo non sarebbe in grado di sopravvivere in esse, cioè né resistere né trovare riparo durante la vita terrena. Panfilo continua la sua digressione sulla Grazia divina, sottolineando come Essa non venga in aiuto dell'uomo per qualche suo merito particolare, ma solo perché mossa dalla generosità divina e dalle preghiere che i Santi gli rivolgono sollecitati dalle preghiere che noi rivolgiamo a loro, non sentendoci adatti a rivolgerle direttamente a "tanto giudice", e considerandoli intermediari adatti in quanto hanno conosciuto la fragilità della condizione umana.

Ser Ciappelletto, Decameron: riassunto


SER CIAPPELLETTO, PARAFRASI COMPLETA

A volte però, vedendo in Dio qualcosa di così grande da non poter essere raggiunto dall'acutezza dell'occhio (e della mente) umano, accade che per rivolgerci a lui, ingannati da una falsa opinione, usiamo come intermediario qualcuno che da lui è stato condannato all'Inferno. Dio, al quale nessuna verità è celata, sa comunque capire la purezza della preghiera e la buona fede con cui il "pregatore" si è servito di un intermediario sbagliato, e perciò esaudisce comunque le richieste di coloro che gli si rivolgono. Panfilo afferma infine che tutto ciò che lui ha provato ad esprimere a parole sarà palesato dalla novella che sta per narrare, non dal punto di vista di Dio, ma degli uomini. Si racconta che Musciatto Franzesi, grande e ricco mercante toscano che aveva ottenuto titoli nobiliari alla corte di Francia, dovendo accompagnare Carlo "Senzaterra" in Italia, e sapendo che i suoi affari erano molto intricati e disseminati in molti luoghi, e che non si potevano concludere velocemente, pensò di affidarli a diverse persone: rimase solo indeciso sul chi mandare a riscuotere i suoi crediti in Borgogna.

Ser Ciappelletto: riassunto


PARAFRASI NOVELLE DEL DECAMERON

Il motivo della sua titubanza era che conosceva i "borgognoni" come uomini litigiosi, di carattere cattivo e sleali, e non gli veniva in mente nessun uomo così cattivo che potesse a loro opporre.
Dopo aver riflettuto a lungo su questo problema, gli venne in mente un certo Ser Cepparello da Prato che spesso gli aveva chiesto riparo nella sua casa di Parigi, e che i francesi chiamavano erroneamente Ser Ciappelletto.
Questi era un notaio che provava grandissima vergogna quando doveva redigere un documento autentico, infatti, faceva documenti falsi gratis meglio che chiunque altro a pagamento. Diceva il falso per divertimento, sia quando era necessario per la sua professione, sia quando non lo era, e siccome allora in Francia si prestava gran fede ai giuramenti, aveva vinto molti processi giurando il falso, cosa che faceva senza nessuno scrupolo o preoccupazione.
Inoltre si divertiva e s'impegnava molto a far sorgere tra amici e parenti odi, scandali, inimicizie, e più ne scaturivano malvagità più era contento e divertito.