Tanto gentile e tanto onesta pare: commento

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Illustrazione del contenuto della poesia "Tanto gentil e tanto onesta pare", concludendo con un commento finale (1 pagine formato doc)

Tanto gentile e tanto onesta pare: commento.

La poesia “Tanto gentil e tanto onesta pare” è stata scritta da Dante Alighieri e fa parte della raccolta di poesie intitolata “Vita Nova”.
Questo componimento poetico è un sonetto (struttura metrica composta da quattordici endecasillabi, divisi in due quartine e due terzine) in cui l’autore elogia la nobiltà e l’onestà della donna amata da lui stesso. Quest’ultima si chiama Beatrice, figlia di Folco Portinari, donna sposata di cui Dante Alighieri si era innamorato a prima vista all’età di nove anni in chiesa. Il nome della donna, di cui parla in più poesie, si è venuto a sapere nonostante lo scrittore non abbia scritto esplicitamente il nome della donna.


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Nella prima strofa Dante descrive gli effetti del saluto di Beatrice. L’autore scrive, infatti, che la sua donna si mostra nobile e piena di virtù quando saluta le altre persone, così tanto da far diventare muta ogni lingua e da non far avere il coraggio agli altri di guardarla.
Nella seconda quartina, il poeta dice che lei – Beatrice – cammina con un atteggiamento umile mentre si sente elogiare; e sembra quasi che sia una cosa venuta dal cielo sulla terra per manifestare un miracolo.

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Nella prima terzina l’autore descrive come la donna si mostri piacevole a chi la guarda, come trasmetta dolcezza al cuore soltanto attraverso i suoi occhi, e afferma che chi non ha mai provato il suo saluto non può capire la piacevolezza che si prova.