L'infinito di Leopardi: analisi

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Analisi del tema dell'Infinito nella poesia di Giacomo Leopardi (2 pagine formato doc)

L'INFINITO LEOPARDI: ANALISI

Il tema dell’infinito nella poesia di Leopardi. Il motivo dell’infinito, in Leopardi, come processo mentale che si muove su due elementi fondamentali:

• quello spaziale (interminabili spazi)
• quello temporale (l’ eterno e le morte stagioni..)

è un tema ricorrente e il rapporto tra finito ed infinito, come dimensione dell’ immaginazione è legato, nel poeta, al piacere e al sentimento.

Il poeta infatti ama “naufragar” nell’ infinito e nell’ eterno come processo immaginativo e consolatorio che, pur se dominato dalla ragione, esprime un processo conoscitivo (Sapegno) che comporta una eliminazione dei dati reali e concreti (l’ eclusione determinata dalla siepe; lo stormire delle piante determinato dal vento;…) per “abbracciare” l’ infinito come superamento dei limiti posti all’ uomo .

L'infinito di Giacomo Leopardi: testo, prosa e commento

L'INFINITO LEOPARDI: ANALISI POETICA

Mentre per molti poeti romantici il tema dell’ infinito e dell’ eterno rappresenta, infatti, una fuga nel sogno e nell’ irrazionale per Leopardi è contemplazione del piacere che la ragione domina e che quanto più reali sono i limiti posti dalla ragione tanto più il pensiero si annienta nell’ infinito (il suono reale e familiare del vento sembra evocare l’ eternità) e “vaga” nell’ immensità e nell’ eternità.

Leopardi, come i critici hanno messo in evidenza, “esprime un sogno fatto in presenza della ragione” e la forza evocativa della immaginazione che consente di spaziare nell’ eterno, e di rifugiarsi nell’ infinito e nella potenza evocatrice del ricordo (la rimembranza) per ricreare la “felicità”, pone anche dei limiti (la siepe) che fanno da confine tra finito ed infinito.

Quando si parla dell’ infinito leopardiano si tende ad identificarlo con “l’ infinito recanatese” che esprime la dimensione emotiva ed affettiva del poeta.
Tuttavia esistono vari “infiniti”.

C’ è quello visto dalla sommità del Monte Tabor (che oggi è chiamato “Colle dell’ Infinito”) che consente di dominare un panorama vastissimo che si estende dal Mar Adriatico ai Monti Appennini che lega il tema dell’ infinito a quello del piacere e della felicità colti nella dimensione del fantasticare “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

L'infinito di Leopardi: riassunto

L'INFINITO LEOPARDI: ANALISI RETORICA

Ma c’è anche quello visto dal versante opposto di Recanati che si apre su un infinito suggestivo ed ampio fatto di colline digradanti verso il mare, della riviera del Monte Conero, del mare, e arriva fino all’ orizzonte che - nei giorni più limpidi – lascia scorgere alle coste della JUGOSLAVIA.

E’ da questo versante, che nel maggio odoroso, si aprono le “vie dorate e gli orti” e “quinci il mar da lungi e quindi il monte” ossia quell’ infinito spaziale che è matafora del futuro, carico di promesse e speranze, dei giovani Silvia e Giacomo.

Ed è ancora qui che Leopardi ne Le ricordanze ricorda i giorni inenarrabili della sua prima giovinezza “e che pensieri immensi, che dolci sogni mi ispirò la vista di quel lontano mar, quei monti azzurri, che di qua scopro, e che varcare un giorno io mi pensava, arcani mondi, arcana felicità fingendo al viver mio!”

L'infinito di Leopardi: commento e analisi

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