I Trattatisti del Settecento (Beccaria. Rousseau)

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Analisi di alcune delle opere basilari della letteratura europea e italiana del Settecento, con particolare riferimento ai lavori di Beccaria, Rousseau e Muratori (4 pagine formato doc)

Italiano - I trattatisti del Settecento




Il Settecento non può essere considerato un secolo Omogeneo,in quanto esso è caratterizzato da mutamenti relativi agli ambiti filosofico - con l'affermazione di una filosofia incentrata sul Razionalismo - che si ricollegano alla sperimentazione scientifica adoperata da Galileo Galilei,ma maggiormente al pensiero di Cartesio. In campo artistico è da evidenziare l'affermazione del Rococò,mentre in quelle letterario,la letteratura Arcadica.
Quindi la parte centrale del XVIII secolo è caratterizzata,da un lato dall'affermazione del Razionalismo (soprattutto nella Trattatistica e nell'appena nato Giornalismo),invece da un altro si assisterà alla formazione del Preromanticismo.
Anche nei periodi più omogenei di tale secolo, vi saranno delle Controtendenze. E' proprio per tale motivo che verranno analizzate le opere dei maggiori Trattatisti,tra cui emergono le figure di Giambattista Vico e di Ludovico Antonio Muratori.




Ludovico Antonio Muratori nasce a Vignola nel 1672 da umile famiglia. Diventa sacerdote nel 1695 e viene nominato Bibliotecario dell'Ambrosiana di Milano. Egli però non vivrà a Milano,ma andrà a vivere a Modena,dove morirà nel 1750. La sua vita fu caratterizzata da un impegno sociale ed interessi culturali notevoli e durante la funzione di sacerdote aiuterà i poveri e i diseredati. Muratori svolge inoltre la funzione di storico,appoggiandosi su delle intelligenti e complesse ricerche per ricostruire i fatti. Tra le sue opere di carattere storico ricordiamo le "Antichità Estensi",con il quale l'autore interviene alla difesa della Casata degli Este in quanto possessori di Ferrara e di Comacchio,cittadine queste che sono desiderate molto dallo Stato Pontificio. All'interno di questa opera possiamo notare il Principio dell'autonomia dello Stato sulla Chiesa. Dopo questa troviamo Il "Rerum italicarum scriptores" composta da 25 libri. Tale opera consiste in una raccolta di cronache,documenti giuridici,materiale epigrafico dal 500 al 1500. Vengono messi in risalto alcuni autori non solo quelli famosi,ma anche quelli ignoti. Tra il 1738 ed il 1743 l'autore compone le "Antiquitates italicae medii aevi" ossia "Le Antichità italiane del Medioevo". L'opera è formata da 65 dissertazioni attraverso le quali Muratori esprime un giudizio del Medioevo differente rispetto a quello che fu dato da altri storici. Malgrado Muratori sia un preilluminista ed un razionalista,viene accostato in parte a Giambattista Vico ,in quanto entrambe sottolineano l'importanza del pensiero presente in quella epoca. L'ultima opera è "Annali d'Italia" composta tra il 1744 ed il 1749.