L'Umorismo di Pirandello: riassunto

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L'opera di Pirandello si apre con la discussione sul significato del termine "umorismo", la cui etimologia fa risaltare il collegamento con un sentimento apparentemente opposto: la malinconia. Pirandello respinge l'accezione comune del termine e contrappone l'umorismo all'ironia retorica. L'Umorismo di Pirandello: riassunto (2 pagine formato doc)

L'UMORISMO PIRANDELLO: RIASSUNTO

Luigi Pirandello, L'umorismo. Il saggio si apre con la discussione sul significato da attribuire al termine “umorismo”, la cui etimologia fa subito risaltare il collegamento con un sentimento apparentemente opposto: la malinconia.

Pirandello respinge l'accezione comune del termine (qualcosa da ridere) e contrappone l'umorismo all'ironia retorica.Stanco del necessario sfoggio di dottrina, Pirandello infine conclude affermando che:”L'umanità passata non c'è bisogno di cercarla lontano:è sempre in noi, tal quale” e sostiene che la storia può fornire tutt'al più una concomitanza di circostanze favorevoli, o meno, a “un certo umorismo”. Pirandello affronta poi il problema della presunta differenza nazionale tra le espressioni umoristiche di diversi paesi, partendo da una citazione di Thackeray e soffermandosi sull'opera d'Aristofane.

Tesina maturità ironia e umorismo

 

SENTIMENTO DEL CONTRARIO PIRANDELLO

Per Pirandello Aristofane è umorista in senso largo, ossia comico o satirico, perché ”non è mai tenuto tra il sì e il no”e “ha uno scopo morale”che Pirandello oppone qui al “mondo della fantasia pura”e che poi, contraddicendo Lipps, escluderà dall'umorismo.

Socrate invece è vero umorista perché possiede quel “sentimento del contrario”di cui qui per la prima volta l'autore tratta. Nel capitolo sull'umorismo e la retorica affronta la categoria, poco o nulla analizzata dalla critica, dell'”intimità dello stile”.L'assurdità della retorica stava proprio nel voler insegnare ad imitare ciò che non si imita:lo stile. Nel lungo capitolo sull'ironia comica nella poesia cavalleresca Pirandello, grazie anche alla sua formazione da filologo romanzo, fa ricorso a tutta la sua erudizione per dimostrare la diversa conclusione cui ci è pervenuto.Dopo aver analizzato il Pulci, riconoscendovi un intento satirico e non burlesco

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PIRANDELLO: DEFINIZIONE DI UMORISMO

Pirandello esamina il Boiardo e nega, nel suo atteggiamento verso il mondo cavalleresco, la serietà che gli attribuiva De Sanctis, qui esplicitamente richiamato.Il quinto capitolo culmina nelle pagine dedicatorie a Don Chisciotte. Pirandello definisce qui il vero umorismo come drammatizzazione del comico:una drammatizzazione assente nell'ironia che scioglie invece il contrasto. Pirandello nega la lettura hegeliano-desanctisiana del Don Chisciotte e il suo presunto intento satirico, puramente negativo e demolitore, e sottolinea gli aspetti autobiografici del capolavoro di Cervantes ricordando il prologo in cui l'autore dichiara di richiamarsi a “all'ordine naturale che vuole che ogni cosa generi ciò che le somiglia”e di aver creato il suo protagonista “in un carcere, dove ogni angustia siede ed ha stanza ogni tristo umore”. L'intero saggio è improntato ad un `ambivalente duplicità:sia nelle prospettiva di analisi, sia nell'atteggiamento adottato da Pirandello nei confronti del suo essere scrittore. Se è pur vero che egli è il critico delle finzioni e delle illusioni della società del suo tempo, e l’artefice di una scomposizione delle forme artistiche che s’identificano con la sua radicale modernità novecentesca, è altresì vero che la terremotante scomposizione da lui operata convive paradossalmente con un atteggiamento opposto:è questo uno dei paradossi dell’umorismo pirandelliano;dell’umorismo in senso stretto, come ripetutamente l’autore ribadisce nel saggio, da non confondere con l’umorismo in senso lato, satirico, intellettualistico, moralistico, allegorico, ironico, comico, o semplicemente burlesco.