Zibaldone di pensieri di Leopardi: riassunto

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Alcuni passi dello Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi. (9 pagine formato doc)

ZIBALDONE DI PENSIERI DI LEOPARDI: RIASSUNTO

Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi: alcuni passi.

Pensiero 79 - Le altri arti si limitano ed esprimono la natura da cui si trae il sentimento, ma la musica non imita e non esprime che lo stesso sentimento in persona, ch’ella trae da se stessa e non dalla natura, e così l’uditore. Ecco perché la Staël dice: “De tous les beaux arts c’est (la musique) celui qui agit le plus immédiatement sur l’âme.
Les autres la dirigent vers telle ou telle idée, celui-là seul s’adresse à la source intime de l’existence, et change en entier le disposition intérieure. ” La parola nella poesia ec. non ha tanta forza d’esprimere il vago e l’infinito del sentimento se non applicandosi a degli oggetti, e perciò producendo un’impressione sempre secondaria e meno immediata, perché la parola, come i segni e le immagini della pittura e scultura, hanno una significazione determinata e finita. L’architettura per questo lato si accosta un poco di più alla musica, ma non può avere tanta subitaneità, ed immediatezza.

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LO ZIBALDONE DI LEOPARDI RIASSUNTO

Pensiero 80. La speme che rinasce in un col giorno. Dolor mi preme del passato, e noia Del presente, e terror dell’avvenire.
Si può osservare che il Cristianesimo, senza perciò fargli nessun torto, ha per un verso effettivamente peggiorato l’uomo.
[…] E secondo me a questo cioè al Cristianesimo si deve in gran parte attribuire (giacché il guasto cristianesimo era una parte di guasto incivilimento) la nuova idea della scelleratezza dell’età media molto differente e più orribile di quella dell’età antiche anche più barbare […]
Pensiero 141. […] Un’arte: 1. non può mai, da sola, eguagliare la natura; 2. per quanto sia familiare agli uomini, si danno certi momenti in cui questi non la sanno adoperare. […].

Teoria del piacere nello Zibaldone di Leopardi

GIACOMO LEOPARDI ZIBALDONE LEOPARDI

Pensieri 208-9. […] la massima parte delle cose e delle verità che noi crediamo assolute e generali, sono relative e particolari[…].
In somma dal detto qui sopra e da mille altre cose che si potrebbero dire, si deduce quanto giustamente i moderni ideologismi abbiano abolite le idee innate. […] Abbiamo si può dire innata l’idea della convenienza, ma quali cose si convengano in morale, appartiene alle idee relative.
Considerate la morale dei diversi popoli, massimamente barbari. E mettetevi nello stato primitivo dell’uomo. Vedrete che il far male agli altri per il vostro bene non vi ripugna. Il vostro simile in natura non è una cosa così inviolabile, come credete […].
Pensieri 252-5. […] La tirannia non è mai sicura se non quando il popolo non è capace di grandi azioni.

Lo Zibaldone, le Operette morali e la Ginestra di Leopardi: riassunto

ZIBALDONE RIASSUNTO BREVE

Da questa affermazione capite come il Cristianesimo debba aver reso l’uomo inattivo e ridottolo invece ad essere contemplativo, e per conseguenza come egli sia favorevole al dispotismo, non per principio (perché il cristianesimo né loda la tirannia, né vieta di combatterla, o di fuggirla, o d’impedirla), ma per conseguenza materiale, perché se l’uomo considera questa terra come un esilio, e non ha cura se non di patria situata nell’altro mondo, che gl’importa della tirannia? Ed i popoli abituati alla speranza di beni d’un’altra vita, divengono inetti per questa,  o se non altro, incapaci di quei grandi stimoli che producono le grandi azioni. […] Paragonate ora queste conseguenze, a quelle delle religioni antiche, secondo le quali questa era la patria, e l’altro mondo l’esilio.