Quintiliano: biografia, opere e stile

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Biografia, opere e stile di Marco Fabio Quintiliano (3 pagine formato doc)

MARCO FABIO QUINTILIANO: BIOGRAFIA, OPERE E STILE

Quintiliano.

L’epoca storica: Dopo la morte di Nerone nel 68 d.C. finisce la dinastia Giulio-Claudia. Il 69 è un anno convulso in cui si hanno tre imperatori: Galba, Otone e Vitellio. Poi prese il potere Vespasiano che diede inizio alla dinastia Flavia. Dal 69/79 si ebbe Vespasiano, poi i figli Tito 79/81 e Domiziano 81/96.
Con i Flavi Roma vive un periodo di pace concordia e prosperità. Vespasiano risana le finanze dello stato e si interessa alla vita culturale. In quest’ultimo contesto si inseriscono le opere di Quintiliano.
La vita: Quintiliano nasce nella Spagna nord orientale a Calaguria nel 35 d.C. Studia retorica a Roma poi torna in Spagna. Nel 65 Galba lo porta a Roma dove ebbe un grande successo. Vespasiano gli dà la cattedra della scuola di retorica pagata dallo Stato. Lui stesso sarà un insegnante e riceverà 100.000 sesterzi l’anno. Insegnò per 20 anni sotto Domiziano che gli affidò anche i suoi nipoti e lo onorò con la Dignità Consolare. Ricevette molti privilegi ed onori. Si ritirerà intorno al 90.

Cicerone e Quintiliano: opere

QUINTILIANO OPERE

Scrisse “De causis corrupte eloquentia” trattato che non ci è pervenuto, tuttavia sappiamo cosa pensasse della crisi dell’eloquenza; e poi scrisse l’“Institutio oratoria”. La sua vita fu turbata però da dolori e lutti come la morte della moglie e di due suoi giovani figli. Muore nel 96 d.C.

QUINTILIANO INSTITUTIO ORATORIA

L’ “Institutio oratoria”: Quintiliano fu un grandissimo oratore e insegnante di retorica, formava gli oratori e ci ha lasciato un l’“Institutio Oratoria” che è l’opera più ricca di retorica latina che abbiamo. Fu l’unico retore a interessarsi della formazione dell’alunno fin dall’infanzia per questo è studiato ancora molto da chi affronta studi pedagogici. Per insegnare a memoria ai suoi tempo si usavano le violenze fisiche lui fu il primo a dire che non servivano. Non bisognava né utilizzare le pene corporali né lodare troppo il ragazzo. È un’opera interessante anche per le lezioni di stile che fornisce.

QUINTILIANO: RETORICA

La decadenza della retorica: La scuola di oratoria: Quintiliano fu il titolare di una cattedra finanziata dal fisco imperiale. I flavi avevano dato importanza alle scuole retoriche che subivano però così le influenze imperiali. Le scuola di retorica avevano da tempo perso la loro funzione ovvero preparare l’oratore a conquistare il potere e avvocati, formavano il cittadino che aveva in mente di conquistare il potere. Catone e Cicerone definivano l’oratore il “vir bonus dicendi peritus”. Per Vespasiano le scuole di retorica dovevano formare i funzionari imperiali, gli uomini che l’imperatore impegnava nell’amministrazione di Roma e delle sue provincie, uomini acculturati che dovevano collaborare con l’imperatore, non uomini liberi. Dovevano fornire dei collaboratori preparati, colti ma soprattutto fedeli favorendo così una cultura unitaria e la conseguente omogeneizzazione della cultura nei territori. Per questo istituì una cattedra finanziata dallo Stato. All’epoca di Vespasiano formare l’oratore non voleva solo dire creare una figura destinata alla professione forense ma formare un fedele collaboratore. In senato questo doveva portare la decisione del Principe, doveva essere il trait d’union tra l’impero e il mondo.