Eneide di Virgilio

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Spiegazione dell'Eneide (3 pagine formato doc)

L’Eneide è il poema epico mitologico per eccellenza della letteratura latina e l’opera più importante di Virgilio.
Virgilio iniziò a scrivere il poema nel 29 a.C. fino alla sua morte. Il metro utilizzato era l’esametro, tipico del poema epico greco.

Virgilio si accinse a scrivere l’opera perché riteneva che la letteratura latina dovesse avere un modello pari a quello della letteratura greca. Dedicò tanto tempo al poema affinchè reggesse il confronto con i 2 poemi omerici della letteratura greca, modelli per lo scrittore. Attraverso l’emulatio rielaborò i poemi omerici secondo la sua sensibilità e li superò ma non a livello artistico, in quanto il contesto storico era mutato.
Altra motivazione fu la richiesta di Mecenate di scrivere un poema che trattasse della grandezza di Roma ed esaltasse Augusto. Virgilio accettò la richiesta di Mecenate in quanto collimava con il suo disegno. Lavorò per 10 al poema, non accontentandosi mai di come fosse scritto e decise di andare in Grecia, per perfezionarla e (vedere di persona i luoghi). Durante il viaggio si ammalò e gli fu ordinato da Augusto di rientrare in Italia per farsi curare, tuttavia quando sbarcò a Brindisi la sua malattia si aggravò inducendolo alla morte. Prima di morire, chiese ai due suoi amici, di distruggere la sua opera in quanto non voleva che la sua opera potesse essere letta con delle imperfezioni ed incongruenze. Tuttavia Augusto  vietò di esaudire questo desiderio di Virgilio e l’opera  venne pubblicata senza essere rivista. 


L’opera nacque in un contesto diverso rispetto le Bucoliche e le Georgiche in quanto Augusto portava avanti un programma politico molto ambizioso volto a creare i presupposti di un principato solido e duratura che possa essere ben accettato dai cittadini romani, fortemente legati alla repubblica. Il programma di Augusto si proponeva di assicurare ai Romani un lungo periodo di pace (pax augustea), di riportare il civis romanus agli antichi e buoni costumi (attaccamento alla famiglia), ai valori della collettività romana, conferire grande importanza all’attività agricola, base dell’economia romana (nella vita bucolica si rivedevano i valori di un tempo) ed un forte riprestino della religione (culto degli dei), poiché  la religione riproponeva i valori del passato.