Metamorfosi di Ovidio

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traduzione e annotazioni del versi 1-415 del I libro dell'opera di Ovidio, tratti dalle lezioni della prof. Pierini della facoltà di Lettere di Firenze (20 pagine formato doc)

Versi 1-4

[mi] porta l'ispirazione (l'estro) a narrare di forme mutate in corpi nuovi; o dei, (infatti voi avete cambiato anche quelle) favorite i [miei] disegni e guidate un poema continuo (eterno) dalla prima origine del cosmo fino ai miei tempi.

Il proemio comprende i primi quattro versi del poema.
È un proemio semplice e stringato, e dal punto di vista lessicale non è neppure troppo aulico: non c'è ricerca espressiva per un linguaggio particolarmente elevato. Il tono è dimesso, non tuonato come poteva essere in altri poemi del passato.

Non troviamo nell'esametro il titolo effettivo dell'opera, che verrà utilizzato solo a partire da Seneca e Quintiliano, ma Ovidio afferma di voler narrare le mutatae formae.

Notevoli problemi sono sorti nell'interpretazione della parentesi, e in particolare di quell'aggettivo, illa, espresso dopo la congiunzione et al secondo verso. Non sappiamo, infatti, se si riferisca ai "disegni", ossia ai coepta, oppure alle formas se si accetta nella forma illas, presente in alcuni codici (prendendo per buona la forma illas, è la divinità che trasforma cose e persone).

Abbiamo poi il termine mundus, che non si può non intendere, in questo caso, come il cosmo.
Il termine mundus, che sostanzialmente indica il cielo, il firmamento, si differenziava dall'orbis terrarum, che era il globo.