Non omnis moriar/fons bandusiae di Orazio

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Traduzione e commento delle poesie di Orazio: non omnis moriar e fons bandusiae (2 pagine formato docx)

 

NON OMNIS MORIAR.

(pag 539).

 Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo\ e più alto della regale maestà delle piramidi\, che né la pioggia che corrode, né il vento impetuoso\ potrà abbattere né l’interminabile corso degli anni e la fuga del tempo.\ Non morirò del tutto, anzi una gran parte di me\ eviterà la morte; per sempre\ io crescerò rinnovato dalla lode dei posteri\ finché il pontefice salirà in Campidoglio\ con la processione silenziosa delle vergini.\ Si dirà che io, dove strepita scrosciante l’Ofanto\ e dove Dauno povero d’acque regnò su popoli agresti\ da umili origini fatto potente, per primo\ ho portato a ritmi italiani la poesia eolica.\ Assumiti questo traguardo\ conquistato per tuo merito e con l’alloro di Delfi,\ Melpomene, di buon grado cingimi i capelli.

APPUNTI SULLE ODI DI ORAZIO, OVIDIO E SENECA (Clicca qui >>) 

È la poesia numero 30 del terzo libro delle Odi di Orazio. Inizialmente aveva scritto solo tre libri e pensava di aver concluso.

In questa poesia, l’ultima del terzo libro, afferma di aver scritto un opera più duratura del bronzo e più alta delle piramidi in Egitto.

Rispetto al tempo che passa e distrugge ogni cosa, la poesia è l’unica che può rendere immortale l’uomo. Ritroviamo la funzione esternatrice della poesia. Neanche gli agenti atmosferici potranno distruggere la sua opera, l’opera d’arte non potrà essere cancellata neanche dal tempo e dall’oblio. Orazio morirà fisicamente, ma grazie alla sua poesia vivrà nel ricordo dei posteri, e nel ricordo sarà reso ogni volta giovane.