Oratoria e retorica

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Quintiliano faceva convergere retorica e oratoria in un’ unica cosa, ma sono ora viste come differenti:

RETORICA -> Arte del parlare bene, capacità di esprimersi in modo adeguato -> TEORIA (Cicerone compone opere retoriche nelle quali formula regole e riflessioni sulla retorica stessa)
ORATORIA -> Opere (scritte o orali) nelle quali si utilizzano e si rispettano le regole della retorica -> PRATICA (Cicerone scrivere opere oratorie, e cioè orazioni, che gli fecero vincere molte cause.
Egli scriveva le opere solo dopo averle pronunciate).


La retorica era molto importante già ai tempi dei Greci, che la utilizzavano in orazioni politiche e giuridiche. 
Da un trattato anonimo, il “De Sublime”, siamo a conoscenza del fatto che Appio Claudio Cieco fu colui che scrisse la prima orazione, il “De Pyrro Rege”, nella quale convinceva i romani a non essere troppo comprensivi con Pirro, poiché quest’ultimo chiedeva la pace.
 Sempre tale trattato ci informa che effettivamente Appio convinse i romani.
Nell’età arcaica non abbiamo altre orazioni.
Nel “Brutus”, Cicerone considera bravi oratori Gaio Lelio e Publio Cornelio Scipione. Importantissimo fu inoltre Catone, e per quanto riguardo l’oratoria politica vengono nominati Tiberio e Caio Gracco.