Orazio - Ovidio - Seneca

Appunto inviato da taniaegaia
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Appunti che comprendono un analisi dettagliata di Orazio e di alcune delle sue ode con la traduzione in italiano, di Ovidio, dell'età di Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone, e un analisi di Seneca e un introduzione delle sue opere (11 pagine formato doc)

ORAZIO ORAZIO Orazio era figlio di un umile contadino; per la sua bravura era entrato a far parte del circolo di Mecenate, lo stesso Augusto lo chiamò come suo segretario ma lui si rifiutò per una vita più serena e libera.
In età giovanile scrisse “Giambi ed Epodi”, una raccolta di poesie caratterizzate da una forte carica polemica. Le altre sue opere sono invece caratterizzate da una forma chiara, elegante e limpida. Scrisse poi le “Satire”, molto importanti: sono caratterizzate da una grande ricercatezza linguistica; sono ispirate ai due principi filosofici dell'autarcheia - autosufficienza del saggio- e il metriotes - principio dell'equilibrio nelle scelte e nei sentimenti-. Altre opere: “Le epistole” fra qui “Lettera a Pisoni” dove vengono dettate le regole per scrivere una poesia degna di essere ricordata nel tempo; “Le odi”, 3 libri più un 4° che scrisse negli ultimi anni della sua vita, non era stato previsto, contiene le odi civili, 6, dedicate ad Augusto, elevano la figura dell'imperatore e la sua politica intelligente, sono lodi sincere.
Le odi dei 3 libri hanno grandissimo valore: nella prima ode, dedicata a Mecenate, definisce se stesso lyricus vates -poeta lirico-, con questi due termini intende legare la sua produzione a quella greca, dimostrando così che la sua poesia emula i grandi poeti greci. Vates indica la funzione che lui attribuisce alla poesia: non è puro divertimento ma ha il compito di ingentilire gli animi e eternare gli uomini. In una delle odi del primo libro propone il paragone con Pindaro, grande poeta greco: Pindaro è un cigno bianco bellissimo che si innalza verso gli dei, Orazio è invece una piccola ape che cerca di succhiare il polline fra i vari fiori per costruire qualcosa di dolce = prendere spunto dai vari poeti greci e poi rielaborarli e produrre una poesia estremamente dolce, cerca di emulare Pindaro, Alceo e Safo (poeti del 7° secolo dalla poesia molto delicata, Safo amorosa, Alceo amorosa e civile). Il paragone con l'ape serve anche a spiegare il principio dell'abor lime, il lavoro di rifinitura per rendere le odi eleganti e raffinate. Sono tutte liriche con eleganza e grazia insuperabile. Nelle “Odi” sono trattati diversi argomenti, dai più futili ai più impegnativi: da quello gnomico - riflessione sulla vita - a quello erotico - racconta le sue avventure con diverse fanciulle e da anche l'invito a godere delle gioie della vita e quindi anche dell'amore; sono dedicate a diverse donne, non è una storia d'amore con una sola donna -, da quello simposiaco - odi dedicate ai banchetti - a quello politico - l'ode dedicata alla morte di Cleopatra, finalizzate a elogiare la figura di Augusto che aveva portato la pace a Roma -. Riprende la metrica greca rendendo così le odi difficilissime da leggere; riprende anche la tecnica dell'allocuzione, ci si rivolge cioè a qualcuno, c'è sempre un dialogo immaginario fra lui e un altro personaggio; rip