I poeti latini

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Descrizione accurata di tutti gli autori latini più importanti, vita, opere e poetiche di: Catullo, Nasone, Tibullo, Properzio... (12 pagine formato doc)

Gaio Valerio Catullo Gaio Valerio Catullo (Sirmione, Verona, 84? - Roma, 54? a.C.) Vita.
Biografia incerta. Scarse e incerte sono le notizie su C., di cui non ci è giunta alcuna biografia antica: i suoi carmi restano la fonte principale per la conoscenza della sua vita, se non proprio per le indicazioni più strettamente biografiche e cronologiche, almeno per ricostruirne e comprenderne, in generale, personalità e stati d'animo. La formazione e l'ingresso nel bel mondo romano. C. proveniva dalla Gallia Cisalpina e apparteneva ad una famiglia agiata. Trasferitosi a Roma (intorno al 60) per gli studi, C. trovò il luogo adatto dove sviluppare le sue doti di scrittore: trovò, infatti, una Roma nel pieno dei processi di trasformazione (la vecchia repubblica stava vivendo il suo tramonto), accompagnati da un generale disfacimento dei costumi e da un crescente individualismo che caratterizzava le lotte politiche, ma anche le vicende artistico-letterarie.
Entrò a far parte dei "neóteroi" o "poetae novi" ed entrò in contatto anche con personaggi di notevole prestigio, come Quinto Ortensio Ortalo, grande uomo politico e oratore, e Cornelio Nepote. Tuttavia, C. non partecipò mai attivamente alla vita politica, anche se seguì sempre con animo attento o ironico o sdegnato i casi violenti della guerra civile di quegli anni. Di contro, nella capitale, un giovane come lui si lasciò prendere dal movimento, dal lusso, dalla confusione, dalla libertà di costume e di comportamento pubblico e privato, che distingueva la vita della città in quel momento. Tuttavia, la sua anima conservò sempre i segni dell'educazione seria ricevuta nella sua provincia natale. L'incontro con Lesbia-Clodia. C. è stato definito come il poeta della giovinezza e dell'amore, per il suo modo di scrivere e di pensare: il tema principale della sua poesia è Lesbia, la donna che il poeta amò con ogni parte del suo corpo e della sua anima, conosciuta nel 62, forse a Verona, più probabilmente nella stessa Roma. Il vero nome della donna era Clodia (chiamata Lesbia, "la fanciulla di Lesbo", perché il poeta implicitamente la paragona a Saffo, la poetessa e la donna amorosa appunto di Lesbo), moglie del proconsole per il territorio cisalpino Q. Metello Celere. Una storia difficile. La storia fra il poeta e Lesbia è molto travagliata: Clodia era una donna elegante, raffinata, colta, ma anche libera nei suoi atteggiamenti e nel suo comportamento: nelle poesie di C. abbiamo diversi accenni allo stato d'animo provato per lei, a volte di affetto e amore, a volte di ira per i tradimenti di lei: tutto, fino all'addio finale. Il lutto familiare e la crescente delusione d'amore: il viaggio in Oriente. C. era a Roma, quando ebbe la notizia della morte del fratello nella Troade. Tornò a Verona dai suoi, ma le notizie da Roma gli confermavano i tradimenti di Lesbia. Il poeta fece così ritorno nella capitale. Deciso ad allontanarsi definitivamente da Roma il poeta accompagnò, nel 57, il pretore Caio Memmio in Bitin