Petrarca

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La poetica di Petrarca.(11 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

Relazione Relazione Petrarca LAUR A Molte Persone si occuparono della figura di Laura, dandone varie interpretazioni, e, essendo lo stile dell'epoca ricco di allegorie, quella allegorica.
Alle persone colte dell'epoca sembrava quindi strano, conoscendo lo stile vigente, che una persona come Petrarca, spasimasse veramente dietro una donna, per quanto bella ella fosse. Giacomo Colonna, amico del Petrarca, già riteneva che la figura di Laura non fosse altro che simbolica pensando che Laura stesse per Laurea poetica e che l'amore per la donna fosse l'amore per la gloria. Petrarca stesso smentirà la cosa dichiarando che questo sentimento per Laura era così forte da essere definito pazzia.
Agostino lo rimprovererà di amare il lauro poetico perché lei si chiamava Laura. Nel secondo `400 e agli inizi del `500 si attua il processo di trasformazione dell'umanesimo latino in umanesimo volgare, processo già messo in atto dal Petrarca che costituì il modello di nobilitazione del volgare per i letterati di quell'età. Si avrà uno studio, in questo periodo, del canzoniere per estrarne un romanzo d'amore e ciò sposta Laura dallo stato di simbolo a quello di donna veramente esistita. Il `500 mostrò Petrarca come teorizzatore dell'amore ideale e della lingua perfetta. Questo secolo portò anche al raffronto Dante-Petrarca che si risolse a danno di Dante, giudicato troppo rozzo e poco curato nella scelta degli argomenti e dei vocaboli. Nel secolo successivo Petrarca sarà ancora preferito a Dante, innalzato, da un lato, agli onori per la sua semplicità e ragionevolezza, ma, dall'altro, condannato per la concettosità del suo stile. La critica petrarchesca moderna ripropone il problema di Laura e lo affronta in tre modi diversi: - Con documenti e argomentazioni cerca di scoprire tutto su Laura donna; - Laura non è mai esistita storicamente in quanto Petrarca è solo un letterato modula- tore di ritmi; - Accetta l'esistenza storica della donna e dell'amore, ma sottolineano la simbolicità che comunque hanno: Laura, paragonata a Beatrice, è donna spirans e simbolo. De Sanctis appoggia quest'ultima tesi con la formula donna-dea, indotto a credere all'esistenza della donna per i sentimenti espressi dal Petrarca. Ad appoggiare il De Sanctis c'è il Croce che ritiene Laura vista da Petrarca come “il suo Dio o la sua dea” e ritiene quest'amore fulcro della spiritualità petrarchesca. Petrarca, della Laura storica, non mise molto nei suoi componimenti. Due sembrano essere le Laura: la prima appare in alcune egloghe ed è puramente simbolica, la seconda, quella del canzoniere, è narrata dal Petrarca in unione al suo amore nei suoi confronti. AMORE E CONTEMPLAZIONE Capita che il Petrarca Parli indirettamente di Laura menzionando la Gloria, come nel caso di una canzone, nella quale la Gloria, al secondo verso, con d'altrettanta etate sembra essere una figura separata da quella di Laura, ma la tesi trova una secca smentita in seguito quando si parla della Laura petrarchesca