Chanson de Roland

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§@ Olifante LA CHANSON DE ROLAND La più antica delle canzoni di gesta francesi.
Fu composta probabilmente fra il 1100 e il 1125 da un chierico francese o normanno, forse quel Turoldo il cui nome appare alla fine del poema. Si compone di 4.002 decasillabi raggruppati in 291 lasse assonanzate. Il poema si ispira a un avvenimento storico raccontato da Eginardo: l'attacco portato dai Baschi a Roncisvalle contro la retroguardia dell'esercito di Carlo Magno, comandata da Orlando, prefetto della marca di Bretagna, e il successivo massacro dei Franchi (15 agosto 778). L'autore della Chanson ha conferito proporzioni epiche ai fatti, trasformando questo combattimento secondario in un episodio di grande rilievo della guerra contro gli infedeli.
Orlando, nipote di Carlo, è vittima del tradimento ordito da Gano di Maganza, suo patrigno. Gano organizza, d'accordo con il re saraceno Marsilio, un'imboscata contro la retroguardia francese, e s'adopera perché Orlando ne sia nominato comandante. Quando inizia l'attacco dei pagani, il saggio Oliviero consiglia a Orlando di avvertire Carlo con il suono del corno; ma Orlando vuole battersi con le sole sue forze. La lotta che segue è terribile. Orlando e gli altri “pari” combattono con grande prodezza. Dopo il secondo assalto dei nemici Orlando suona finalmente il corno, con tale forza che gli scoppiano le tempie. I Saraceni attaccano per la terza volta: Oliviero e Turpino, gli ultimi compagni di Orlando, cadono uccisi. Al sopraggiungere delle schiere di Carlo i Saraceni volgono in fuga. Orlando resta solo, tenta invano di spezzare su un sasso la spada Durlindana, poi si stende sotto un pino e, prima di morire, affida la propria anima a Dio. Carlo Magno, dopo la vittoria, punisce Gano del tradimento. Alda la bella, la promessa sposa di Orlando, alla notizia della fine dell'eroe muore di dolore. Le tre parti della Chanson (il tradimento di Gano, la battaglia di Roncisvalle, la vendetta di Carlo) si articolano nella composta e severa forma del poema, ove le lunghe lasse assonanzate scandiscono ogni fase della tragedia, espressione altissima degli ideali feudali, religiosi e cavallereschi del medioevo: senso dell'onore e del valore guerriero, lealtà al sovrano e alla fede cristiana. Della Chanson si conoscono diverse versioni, più o meno lacunose, fra cui le due in franco-veneto della Biblioteca marciana di Venezia, che testimoniano dell'immensa fortuna del poema attraverso i secoli; la più antica e la più bella è però la versione scoperta nel 1832 in un manoscritto di mano anglonormanna (codice Digby 23) della Biblioteca bodleiana di Oxford. Sul testo, sull'autore e sulle origini stesse della canzone si è esercitata da oltre un secolo la più autorevole filologia, con le tesi opposte dell'origine popolare e collettiva (posizioni romantico-positivistiche; neotradizionalismo di R. Menéndez Pidal) e dell'origine culta e individuale (teorie di J. Bédier e dell'idealismo).