Città vecchia - Umberto Saba

Appunto inviato da
/5

Analisi della poesia "Città vecchia" di Umberto Saba. (formato txt) (0 pagine formato txt)

Italiano Analisi della poesia "Città Vecchia", di Umberto Saba Comprensione complessiva: .
Il poeta descrive, in un primo momento, una via del centro storico di Trieste che egli frequentemente percorre per tornare alla propria abitazione. Questa strada buia e umida, è molto affollata e l'osservatore si sofferma sulla vista di vari uomini e donne intenti nei loro lavori o nelle loro occupazioni, riflettendo su ciò che tale visione provoca in lui. Egli, infatti, riconosce nelle persone che vede l'umiltà e sente la compagnia di queste che sono, come lui, creature del Signore, che conoscono la vita e il dolore. Così, in mezzo a marinai, prostitute, uomini che tornano a casa dal lavoro o che si dirigono al lupanare e donne innamorate, (ossia coloro che definisce "detrito" della città) egli sente più puro il suo animo e i suoi pensieri il mio pensiero farsi più puro ove più turpe è la via.
Analisi del testo: . Temi principali delle strofe Strofa I, E la strofa introduttiva in cui il poeta spiega il contesto, da una collocazione alla via e ne fornisce una prima descrizione, dando l'idea di un luogo buio e umido ma molto frequentato, nel centro storico della città Giallo in qualche pozzanghera si specchia qualche fanale, e affollata è la strada. Strofa II, Nella strofa centrale il poeta-osservatore descrive, facendo un breve elenco, le persone che vede e le loro occupazioni, e inizia una riflessione su gli effetti che questa visione ha su di lui. In questa parte della poesia l'autore trae già delle conclusioni, che sono poi riprese e espresse più esplicitamente nell'ultima strofa, nei versi 9-10: "Io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà". Negli ultimi versi, così come nel primo della strofa successiva, il poeta dice di trovarsi circondato da uomini simili a lui: creature umili del Signore che ben sanno cosa sia il dolore. Strofa III, E la strofa finale in cui il poeta trae le conclusioni dei suoi pensieri affermando che in questo luogo, dove trova il "detrito" della grande città, sente la compagnia di uomini come lui e sente i suoi pensieri essere più puri stando a contatto con ciò che è turpe. . "Dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare" Il "gran porto di mare" è Trieste: la città in cui il poeta viveva e nel cui centro storico si trova, quindi, la via che egli percorre. Le merci e gli uomini che si trovano in questo luogo sono il detrito della città, ossia "gli scarti" della società, uomini senza dignità né pudore. . Nella poesia si trovano varie espressioni che rendono l'idea di vita comune e quotidiana: - "Spesso, per ritornare alla mia casa" - "affollata è la strada" - "gente che viene e che va" - "prostituta e marinaio" - "vecchio che bestemmia" - "il dragone che siede alla bottega del friggitore" - "giovane impazzita d'amore" Le prime espressioni che si incontrano sono relative a una visione più generale degli uomini visti nel loro andirivieni giornaliero verso le loro case, il loro lavoro, o altri luoghi. Altre idee di vi