Il Naturalismo: riassunto

Appunto inviato da giuligiuli
/5

Il Naturalismo: riassunto e protagonisti del movimento culturale che si sviluppa in Francia nella seconda metà dell'800 (3 pagine formato doc)

NATURALISMO, RIASSUNTO

Il Naturalismo.

Il Naturalismo è un movimento culturale che si sviluppa nella Francia del secondo ‘800, grazie al rinnovato clima filosofico che ha la sua linea di forza nel positivismo di Comte. Il Positivismo postula un tipo di conoscenza che si interessa soltanto al positivo, ossia alla realtà, e respinge, perciò, ogni altra forma conoscitiva che rimandi a presupposti metafisici.
Come si vede, il Positivismo segna il deciso superamento della filosofia idealistica e dei suoi connotati spiritualistici, ma, d’altronde, è profondamente mutato il clima economico-sociale. L’Europa del secondo ‘800, infatti, sta conoscendo in alcuni Paesi un forte sviluppo industriale accompagnato e favorito da un inarrestabile progresso delle scienze; tale progresso coinvolge sia le scienze della natura, sia le scienze umane, che, proprio ora, conoscono un balzo decisivo: dalla fisiologia (che studia le reazioni del corpo a stimoli esterni), alla sociologia (o fisica sociale) fondata dallo stesso Comte, alla psicologia, alla frenologia (studio del cervello), all’antropologia criminale, fondata dal torinese Cesare Lombroso, che studia le motivazioni che inducono alla delinquenza, alla devianza.

Naturalismo francese: esponenti e caratteri generali

IL NATURALISMO FRANCESE, I FONDAMENTI TEORICI

In sostanza, attraverso queste scienze umane, lo scienziato positivista vuole studiare l’uomo nella sua integrità, non solo, cioè, come macchina fisica, ma anche nei suoi risvolti sentimentali e passionali. Tutto ciò che per i Romantici era spinta irrazionale, ideale generoso, passione incontrollabile, diviene per gli scienziati indagabile nelle sue radici scientifiche e spiegabile nei suoi sviluppi; nulla, dunque, sfugge alla lente dello scienziato, che applica in modo rigido, il principio deterministico del nesso di causalità. Questa fiducia cieca nella scienza conobbe numerosi eccessi, tra cui celebre quello legato alla teoria di Lombroso, secondo il quale la tendenza a delinquere deriva da una particolare conformazione delle ossa del cranio.
In conclusione, assistiamo, con la scienza positivista, a una vera e propria naturalizzazione dell’io, nel senso che tutta la sostanza psichica e sentimentale dell’individuo viene ridotta a oggetto di studio rigoroso secondo i canoni della Scienza. Al romantico mito del poeta capace di cogliere in essi le analogie segrete tra le cose, si sostituisce, ora, il mito dello scienziato, che, insieme col medico e il maestro (colui che libera i bambini dalle tenebre dell’ignoranza), costituisce un personaggio che ritorna frequentemente nei racconti naturalistici dell’epoca.

NATURALISMO FRANCESE, CARATTERI GENERALI

Nel campo letterario il Naturalismo ebbe due grandi maestri nel critico Ippolito Taine e in Emile Zola.
Taine fissò i tre principi ai quali deve attenersi il narratore naturalistico (parliamo di narratore in quanto il Naturalismo conobbe, come generi letterari, solo il romanzo e la novella, perché questi sono i generi adatti ad una poetica che si rifà alla realtà concreta): Race (razza), Milieu (ambiente) e Moment (momento).
Race va inteso nel senso di ereditarietà, in quanto il narratore deve in primo luogo analizzare le tare ereditarie che gravano sul personaggio e che la fisiologia ha recentemente posto in luce. Ne è un esempio il dramma “Spettri” di Ibsen, in cui il giovane protagonista maschile, Osvaldo, cade in preda alla follia in conseguenza della vita libertina del padre che gli ha trasmesso una malattia che ha intaccato il suo cervello (il dramma termina con la famosa frase “Madre, dammi il sole”, a indicare lo stadio avanzato della follia).