Persio e Giovenale: differenze

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La satira nell'età imperiale e le differenze stilistiche fra Persio e Giovenale (1 pagine formato doc)

PERSIO E GIOVENALE: DIFFERENZE

Persio e Giovenale.

Entrambe sono autori separati da mezzo secolo, infatti Persio visse sotto Nerone, mentre Giovenale sotto i Flavi.
Hanno condotto una vita ai margini (sia a livello biografico che culturale): di fatto non ebbero gli appoggi necessari per entrare nei circoli dell'imperatore.
Persio, anche se ebbe più successo, morì giovane (28 anni) e non poté così realizzarsi pienamente.
Giovenale invece si appoggiò ad alcuni potenti dai quali però non ebbe mai una sicura protezione.
Per loro, Roma era in un’età di degenerazione e corruzione e l’unico strumento di denuncia nelle loro mani era la satira. Cosa c’era che non andava a Roma?
                
- Le famiglie imperiali non costituivano più un modello dal quale trarre spunto
- La società romana era ormai composta da individui che si erano fatti dal niente: non avevano una base nobiliare o economica (vedi Trimalcione)
- Aumentavano sempre di più quelli che venivano meno ai valori del mos maiorum, cercando il lusso e la lussuria.

Molti personaggi delle loro satire rappresentano questo mondo.

La satira: Orazio, Persio, Giovenale e Lucano

ANALOGIE E DIFFERENZE PERSIO E GIOVENALE

Differenze.


Persio scrisse 6 satire
Giovenale ne scrisse 16 raggruppate in 5 libri
Persio ebbe una formazione morale e filosofica stoica: denunciando i limiti della società romana, invita l’uomo a una vita più appartata, più sana, all’autosufficienza e alla saggezza. Compose satire molto duro, sembro’ credere pero’ in un’alternativa (utopistica) della solitudine stoica.
Giovenale era convinto dell’irrecuperabilità della società romana. Sembra non prendere in considerazione l’idea di una redenzione. Toni e lingua si fanno così aspri e duri.

RECITATIONES GIOVENALE

Maestro della satira fu Orazio. La satira era concepita come “sermo”, cioè un dialogo tra il poeta ed il lettore. Orazio scriveva per una stretta cerchia di lettori (circolo di Mecenate). Egli non si considera come un maestro, ma come una persona consapevole di tutti i limiti della società, e vi si riconosceva. La sua era una satira bonaria non c’era cioè severità ed asprezza di toni.
Giovenale fu molto diverso da Orazio. Infatti egli si rivolgeva ad un pubblico di spettatori anonimo (contesto delle “recitationes” dove si ascoltavano le poesie come se si andasse a teatro, quindi non c’era un rapporto personale con l’artista). Nei testi cerca di colpire lo spettatori con toni accesi e polemici.