I fiumi di Ungaretti: commento

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Commento alla poesia "I fiumi" di Giuseppe Ungaretti (2 pagine formato doc)

I FIUMI DI UNGARETTI: COMMENTO

I fiumi di Ungaretti. In questa poesia Ungaretti esprime sentimenti malinconici, si sente solo (MI TENGO A QUEST’ALBERO MUTILATO/ ABBANDONATO IN QUESTA DOLINA …), vorrebbe la fine della guerra, è stanco di combattere tant’è che si mette a riposare nell acqua del fiume (… STAMANE MI SONO DISTESO/ IN UN URNA D’ACQUA/ E COME UNA RELIQUIA/ HO RIPOSATO …).

Ma sostando con il suo stanco corpo nelle acque dell’Isonzo, Ungaretti si sente in armonia con l’ acqua, con il mondo intero e per lui sarebbe un tormento, un dolore non esserlo (… IL MIO SUPPLIZIO/ È QUANDO/ NON MI CREDO/ IN ARMONIA …), il tocco del fiume lo rende felice.

Nei versi 9-10-11-12 il poeta afferma di riposare “… IN UN’URNA D’ACQUA/… COME UNA RELIQUIA …”, in questa parte si nota la considerazione che ha di se stesso, ovvero quella di un resto mortale.

Nei versi 16-17-18-19 notiamo l’opposizione del termine “… HO TIRATO SU/LE MIE QUATTR’OSSA …” con “E ME NE SONO ANDATO/COME UN ACROBATA …”.

Nei versi 66-67-68-69 c’è l’apice della tristezza provata da Ungaretti, infatti, nella solitudine e nella depressione della notte, vede la sua vita che gli appare come “… UNA COROLLA/DI TENEBRE”, ovvero qualcosa di fragile, che potrebbe finire da un momento all’altro.

I fiumi di Ungaretti: analisi del testo

COMMENTO SULLA POESIA I FIUMI DI UNGARETTI

Il testo è intriso di nostalgia mista alla gioia dei ricordi del passato.

La poesia è stata scritta durante la prima guerra mondiale (16 ago – 1916) e in ogni fiume che lo scrittore nomina, c’è una parte della sua vita: il Serchio, rappresenta la patria (Lucca); il Nilo, la sua nascita e la prima fase della sua vita; la Senna, la sua formazione culturale; e infine, c’è l’ Isonzo, che racchiude il ricordo degli altri fiumi.

Analizzando le altre poesie di Ungaretti, ho inquadrato tre sezioni in cui dividerle, ovvero le poesie sulla guerra, quelle sulla famiglia e quelle sulla patria; a quest’ultima appartiene questa poesia.

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