SVEVO: La Coscienza di Zeno

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Commento all'opera di Italo Svevo "La coscienza di Zeno"; tempi della scrittura; ironia (2 pagine formato doc)

Nel romanzo novecentesco l'interiorità del personaggio viene rappresentata mediante tecniche completamente nuove, come il monologo, o in parte già sperimentate, come il discorso indiretto libero ITALO SVEVO SVEVO La Coscienza di Zeno Nel romanzo novecentesco l'interiorità del personaggio viene rappresentata mediante tecniche completamente nuove, come il monologo, o in parte già sperimentate, come il discorso indiretto libero.
Siamo quindi di fronte ad un narratore autodiegetico, che descrive la storia della sua vita e della sua malattia e allo stesso tempo commenta e interiorizza i fatti che man mano gli vengono alla memoria. L'ordine cronologico degli eventi viene, a differenza del romanzo ottocentesco, dissolto e sovvertito a favore dell'ordine col quale essi appaiono alla memoria di Zeno auctor, così che il racconto ruota attorno a pochi punti principali per la coscienza dell'autore.
Non si può quindi parlare di autobiografia sia per il fatto che non viene narrata la storia della vita dell'autore bensì della sua malattia sia perché, mentre nelle autobiografie tradizionali l'io narrante aveva sempre una maggior capacità di giudizio rispetto all'io narrato, qui l'io narrante non è superiore per nulla a quello narrato. Quindi non c'è più, come nei romanzi ottocenteschi un narratore esterno omniscente, ma un narratore interno, che è anche protagonista. L'ordinata successione cronologica degli eventi viene ora lacerata per dar spazio a flash-back e flussi di coscienza del personaggio. Tale tecnica gli deriva dall'amicizia con Joice, per il quale il flusso di coscienza corrisponde ad una trascrizione immediata del pensiero come esso affiora alla mente di chi scrive. Il tempo è ora un tempo misto, dove il tempo della scrittura e quello della storia si mescolano tra di loro creando una serie sfalsata di piani temporali ciascuno dei quali rimanda ad un preciso momento della vita del protagonista. TEMPI DELLA SCRITTURA Nella “Coscienza di Zeno” il tempo della scrittura e dell'avventura sono riferiti alla medesima persona e risultano quindi molto omogenei. Al passato della vita vissuta, che ora deve essere ricordata e raccontata a scopo terapeutico, si oppone il presente, il momento della scrittura e della terapia, che assume una maggior importanza per il fatto che Zeno, come Pirandello, fa una distinzione tra uomo e personaggio, dei quali il primo avendo forma è mutevole, mentre il secondo essendo forma è eterno. Zeno analizzando il suo passato, analizza il personaggio che era stato, così che può scorgere dei significati nascosti e assoluti nelle vicende. IRONIA L'ironia è lo strumento del quale lo scrittore si serve per dare un giudizio complessivo di condanna del protagonista e della società borghese. Essa si manifesta all'interno del racconto tramite alcuni espedienti retorici tra cui l'iperbole, le ripetizioni, l'ossimoro ma anche grazie al livellamento che Zeno effettua nella sua coscienza di cose e fatti disparati, come se tutti avess