Giovanni Boccaccio: vita, opere e Decameron

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La vita, le opere e spiegazione del Decameron di Giovanni Boccaccio (2 pagine formato doc)

GIOVANNI BOCCACCIO: VITA

Vita: Boccaccio  nasce a Certaldo nel 1313.

la sua vita può essere riassunta in sei fasi: infanzia fiorentina,giovinezza napoletana, primo decennio di attività fiorentine, secondo decennio di attività fiorentina, ritiro a Certaldo, ultimo decennio fiorentino,certaldese.  Giovanni Boccaccio nasce a Certaldo e d è figlio illegittimo di Beccaccino, noto mercante. Una volta trasferito a Napoli il padre insegna e fa intraprendere al figlio illegittimo la vita di banchiere.
Dopo aver visto che non era la sua aspirazione gli fa studiare diritto canonico dal maestro Cino da Pistoia.
Nel primo decennio di vita fiorentina, tornato da Napoli con malinconia cerca una sistemazione a Ravenna poi a Forlì. L’anno successivo nel 1350 va a roma per il giubileo dove incontra Petrarca. Nel secondo decennio di vita fiorentina dopo aver incontrato Francesco Petrarca è sempre più invogliato allo studio di materie umanistiche. In seguito gli verranno dati degli incarichi: uno gli è stato ordinato di convincere l’amico Petrarca a insegnare all’università di Firenze, il poeta non accetta. Il secondo incarico gli viene proposto di andare ad Avignone presso il papa Innocenzo VI.  Frettolosamente è costretto a ritirarsi a Certaldo, nel suo paese natale perché viene accusato di aver tentato insieme ad altra gente un colpo di stato, dove lui è innocente. Qui a Certaldo scrive il corvaccio. Incontrerà un’altra volta l’amico poeta Petrarca a Venezia. Nell’ultimo decennio di vita farà un altro viaggio in cerca di incarichi e gli viene proposto di tornare ad Avignone per convincere il papa Urbano VI di tornare a Roma con una cospicua somma di denaro. Lui soffre di obesità e di scabbia; prima di morire si rende disponibile per interpretare la divina commedia di Dante al popolo. Arriverà fino al canto XVII dell’inferno. Muore a Certaldo il 21 dicembre del 1375.

GIOVANNI BOCCACCIO: OPERE

Opere:  tra le opere più significative di Boccaccio troviamo: la caccia di Diana, Il filostrato, Teseida, Filologo. La prima opera parla di donne che cacciando, invece di rendere grazie alla dea della caccia:Diana, dea anche della castità; invocano Venere, dea dell’amore che trasforma le prede in uomini da loro amati.
Il filostrato parla del figlio del re di troia, Trogolo che si innamora pazzamente di una prigioniera: Criseida. Questa contraccambia il suo amore; una volta liberata questa ragazza si innamora di un altro uomo e lui sconvolto si lascia uccidere in combattimento da Achille. Il teseida parla dello scontro tra 2 ragazzi: Arcita e Palemone. Questi due sono innamorati di una fanciulla di nome Emilia. Per decidere chi dei due poteva sposarla ci fu un torneo spalleggiato da guerrieri da ogni parte della Grecia. Ha la meglio Arcita, così sposa Emilia; questo pieno di ferite sa di morire da li a breve così consegna la fanciulla nelle mani del suo amico rivale Palemone. Questi due felicemente si sposano. L’ultima opera forse la più importante si chiama Filocolo ed è un romanzo di avventura e d’amore che parla di Florio e Biancifiore. Biancifiore è una ragazza orfana e il re Felice padre anche del ragazzo la vende a dei mercanti
rivendendola ancora ad un ammiraglio di Alessandria. Florio che amava questa ragazza intraprende il viaggio per salvare la sua amata. Una volta arrivato ad Alessandria per salvarla viene scoperto e condannato a marte. Poco dopo viene a sapere che l’ammiraglio non era altro che suo zio. Florio e Biancifiore si sposano. Lui si converte al cristianesimo visto che era saraceno.  I due ragazzi si innamorano leggendo l’arte di amare di Ovidio.

Giovanni Boccaccio: biografia e opere

GIOVANNI BOCCACCIO: DECAMERON

Il Decameron è l’opera più importante del Boccaccio, è stata scritta un anno dopo la fine della peste quindi nel 1349 fino al 1351. il significato letterale del titolo dell’opera è: dieci giornate. Questo testo parla di 10 ragazzi: 7 ragazze e tre ragazzi appartenenti al ceto della borghesia cittadina che per fuggire alla peste che ha attaccato la città di Firenze si sono rifugiati in un palazzo lontano 3 chilometri dalla città. Per passare il tempo oltre a ridere e scherzare hanno deciso di raccontare delle novelle. 10 persone per 10 giorni sono 100 novelle. Loro stanno nel palazzo 14 giorni dove solo 10 giorni raccontano novelle. Altri giorni come il venerdì dedicato a cristo e sabato dedicato all’igiene e al riposo sospendono. Si votava il re o la regina che doveva cambiare a turno giorno per giorno, e alla sera prima decidere l’argomento delle novelle per la giornata successiva.