Achille e Agamennone

Appunto inviato da paolomanzoni
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Descrizione della contesa tra Agamennone e Achille.(4 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

L LA CONTESA FRA AGAMENNONE E ACHILLE PROEMIO Cantami, o Dea, dell'ira funesta di Achille, che causò infiniti lutti ai Greci, travolse anzitempo all'inferno le anime generose degli eroi, e abbandonò le loro salme all'orrido pasto di cani e di uccelli (così l'altra deliberazione di Giove si svolse), da quando una lite violenta divise il re Agamennone e il divino Achille.
IL RISCATTO NEGATO Quali divinità li rese nemici? Apollo arrabbiato con Agamennone, quel dio mandò nel campo una malattia mortale che fece morire la gente: la colpa è di Agamennone che fece al sacerdote di Apollo nella città di Crise un oltraggio. Crise era venuto alle navi dei Greci a riscattare la figlia a caro prezzo.
Aveva in mano le bende e lo scettro aureo dell'arciere Apollo; egli supplicava tutti i Greci, e soprattutto i due supremi condottieri Agamennone e Menelao: o Atridi, gli disse, o coturnati Greci, gli abitatori immortali del cielo vi concedono di espugnare la cittadina di Priameia per far sì che torniate in patria sani e salvi. Liberate la mia diletta figlia e ne riceverete il riscatto. Vecchio fa che io non ti veda mai vicino a queste navi; perché nulla ti varrà lo scettro né la sacra benda del dio. Ora va, non mi irritare se vuoi andartene sano e salvo. LA VENDETTA DI APOLLO Il vecchio si impaurì e obbedì al comando. Silenzioso si incamminò lungo la riva; venuto in disparte fece ad Apollo questo prego: dio dall'arco d'argento tu che proteggi Crise e la sacra Cilla e sei il grande imperatore di Tenedo, protettore dei campi. Ascoltami: se qualche volta ho adornato il tuo bel tempio di corone di fiori dimostrandoti la mia devozione fammi questo voto: per mezzo delle tue frecce paghino i Greci del mio pianto. Così disse pregando. Lo udì Apollo e scese dalle cime dell'Olimpo molto arrabbiato con l'arco sulle spalle e la faretra chiusa. Si fermò davanti alle navi dei Greci quindi scoccò una freccia dalla corda dell'arco, e l'arco d'argento mandò un terribile ronzio. Prima prese di mira i muli e i cavalli e i veloci cani e poi i soldati Greci e dappertutto ardevano i roghi dei cadaveri. Per nove giorni volarono le frecce nel campo. A parlamento Achille chiamò nel decimo giorno le truppe. L'ASPRA CONTESA Tacque e si sedette. Allora l'eroe Atride , il supremo re Agamennone si levò adirato; egli prima guardò Calcante in modo torvo quindi disse: iettatore, mai una parola gradita uscì dalla tua bocca. Al tuo cuore maligno fu sempre dolce predire disastri fra gli Argivi ora parli che Apollo li uccide causando una pestilenza con le sue frecce solo perché io rifiutai il riscatto di Criseide; e va bene sia pure libera se questo è il meglio perché io cerco la salvezza e non la morte del mio popolo. Ma voi mi preparate subito il compenso. Achille gli rispose: tu la prigioniera restituisci ad Apollo che avrai tre o quattro volte la ricompensa se un giorno Giove ci concederà di saccheggiare la grande Troia. Agamennone: tu imponi che Criseide sia resa? E sia. Ma concedimi un'altra p