Digitale purpurea: analisi

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Analisi dettagliata di "Digitale purpurea", noto componimento di Giovanni Pascoli (1 pagine formato doc)

DIGITALE PURPUREA: ANALISI

Digitale purpurea di Giovanni Pascoli.

Questa lirica è collegata ad un ricordo di collegio della sorella Maria, la quale aveva raccontato al poeta che un giorno la Madre maestra aveva vietato alle allieve di avvicInarsi ad un fiore in un angolo del giardino perché il suo profumo era velenoso.in apertura del componimento si delineano due figure una ragazza bionda “verginea” e l’altra bruna dagli occhi ardenti.questa figura degli occhi ardenti si dall’antichità sono sempre stati indizio inequivocabile di qualcosa di sinistro e misterioso sono attributo demoniaco e testimoniano la disposizione luciferina di chi è pronto a sfidare e a infrangere divieti,a tentare esperienze trasgressive profanatoriel’indizio sarà confermato dal seguito del racconto.la contrapposizione simbolica tra donna”bionda”e donna”bruna”donna”angelo” e donna”demoniaca”è un motivo ricorrente nella poesia decadente .l’antitesi tra le due fanciulle propone subito all’inizio l’opposizione tematica che ripercorre tutto il poemetto.nella prima delle tre sezioni il dialogo tra le due amiche rievoca l’atmosfera del convento e della fanciullezza ,creando un clima di candore di innocenza.

Digitale purpurea: analisi e riassunto

DIGITALE PURPUREA: ANALISI FIGURE RETORICHE

I particolari che lo connotano sono innanzitutto la nota di bianco riferita alle suore. A questa atmosfera rimanda anche l’orto chiuso , col suo carattere gelosamente verginale , che esclude il mondo esterno,ma proprio in questo orto si profila nelle due ragazze il ricordo del fiore velenoso.Al clima verginale si contrappone la presenza perversa del fiore della morte col suo profumo insidioso.
Nella seconda sezione ,attraverso un flash-back il passato lontanoo nel ricordo si materializza nel presente.anche qui inizialmente si ripropone l’atmosfera di innocenza come ad esempio la purezza del cielo l’incenso il libro buono che le fanciulle leggono.ma tutto quel candore cova un segreto fermento..lo preannuncia la formula<<sentor d’innocenze e di mistero>> con i due sostantivi a contrasto e lo conferma l’episodio del colloquio in parlatori o che rivela le inquietudini erotiche delle educande,che inducono a mescolare ambiguamente sacro e profano.

Di nuovo nella parte finale in opposizione alla sanità fisica e mentale delle fanciulle si profila l’immagine del fiore venefico e del suo fascino inquietante.il fiore si precisa nelle sue forme mostruose,quasi macabre.