Giovanni Pascoli: poetica e stile

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Analisi della poetica e dello stile di Giovanni Pascoli (1 pagine formato doc)

GIOVANNI PASCOLI: POETICA

Giovanni Pascoli: Fasi della composizione letteraria pascoliana: PRE-GRAMMATICALE, GRAMMATICALE, POST-GRAMMATICALE
Estetica Crociana: Per Benedetto Croce l’arte è intuizione pura (cioè libera dalla scienza e dalla storia), intuizione lirica (cioè espressione di un sentimento trasfigurato dalla fantasia), intuizione cosmica (che comprende tutta la vita dello spirito).

Il linguaggio è creazione individuale.
Ne consegue che l’opera d’arte non deve più essere considerata in rapporto con la storia e con la cultura del suo tempo; il critico deve così distinguere tra poesia e non poesia, tra poesia e letteratura.

Giovanni Pascoli: stile e poetica

PASCOLI: POETICA DEL FANCIULLINO

BREVI ANALISI DI PASSI ANTOLOGICI DI G.PASCOLI
Il Fanciullino: Si può sottolineare la dimensione riduttiva che ha questa poetica, soprattutto se si pensa alla poesia, particolarmente operante in Francia (vd. Rimaud), che mira a superare i confini logico-razionali attraverso una dimensione visionaria per dare voce all’inesprimibile.
Per Pascoli l’attività poetica è regredita a stupori infantili, a capacità pre-logiche. Visione questa che non può approdare alle arditezze espressive consentite da altre poetiche irrazionali e che va collegata alla scoperta dell’infanzia (o regressione nell’infanzia) come fuga dalla storia, che ha tanta parte nell’ideologia pascoliana.

X agosto: L’antica fede per Pascoli è fallita, dal momento che non è riuscita in tanti secoli a sconfiggere il male sulla Terra. La nuova religione deve essere fondata sulla solidarietà nell’amore e nel dolore: è un messaggio vagamente cristiano, fondato su una ricerca del divino che rimane insoddisfatta.

Poetica di Pascoli: riassunto

POETICA PASCOLIANA

L’assiuolo: Nella prima strofa è da notare il bianco della luce lunare che dà l’idea di nascita, di inizio (implicita nella metafora dell’alba), contrapposto al nero delle nubi e ai lampi, immagini inquietanti, minacciose. Il negativo si precisa poi nella voce dell’assiuolo.
Nella seconda strofa è da notare ancora una volta, all’inizio, la presenza di immagini quiete e serene (le stelle che brillano nel chiarore, il rumore del mare), a cui si contrappone un rumore indistinto al quale risponde il sussulto del poeta. Il grido che risuona nell’interiorità dell’io lirico è ripreso dal verso dell’assiuolo, dal suo singulto.
Nella terza strofa ritorna simmetricamente l’immagine della luce lunare, che qui colpisce gli alberi, ma subito dopo si inseriscono delle notazioni più negative: il sospiro del vento che trema, il suono finissimo delle cavallette. L’incertezza e l’ambiguità sono sottolineate di nuovo da una domanda, che ipotizza il valore simbolico di quel suono e che esprime l’angoscia della morte. A conferma del valore simbolico dei sistri, delle cavallette, e delle invisibili porte, in chiusura della poesia il verso dell’assiuolo si concreta in un pianto di morte.
Tutto è espresso in una trama di rapporti analogici, di echi, di rimandi.