"Il Campiello"

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IL CAMPIELLO IL CAMPIELLO Opera polifonica e a più voci, nel Campiello (1756) Goldoni propone soluzioni sceniche e intrecci caratterizzati da un gusto per il colore locale tipico della Venezia minore, popolare e umile delle comari donna Catte e donna Pasqua, delle rispettive giovani figlie Lucietta e Gnese, degli innamorati Zorzetto e Anzoletto.
Uscendo in questo caso dall'esotismo artefatto della Sposa persiana e dal seguito che essa ebbe nelle vicende della bella Ircana, con Le massere prima (1755) e quindi con Il campiello, la commedia si arricchiva di un realismo efficacemente rappresentato nell'uso del dialetto, cui si aggiungeva la musicalità dei versi endecasillabi e settenari “rimati, e non rimati a piacere, secondo l'uso dei Drammi, che si chiamano musicali. Una tal maniera di scrivere pare, che non convenga all'uso delle Commedie, ma il linguaggio Veneziano ha tali grazie in se stesso, che comparisce in qualunque metro”.
Una materia, quella umile e bassa della quotidianità veneziana, che veniva a sovrapporsi alle prove precedenti lasciando pensare, almeno in apparenza, ad una crisi o ad una semplificazione degli intrecci. In realtà l'impegno goldoniano qui è concentrato tutto sul linguaggio, sulle battute a due, a tre e a più voci, risolvendosi in un delicato ed efficace lirismo. In uno spazio coerente e unitario, quello appunto della piazzetta veneziana, si snodano i pettegolezzi delle donne, le preoccupazioni amorose dei giovani, il lavoro artigianale, la preparazione delle frittole, il lavoro delle ricamatrici. Tutto lascia intravedere la precisa volontà di tradurre in scena la vita quotidiana di un ambiente eretto a protagonista assoluto della vicenda: e questo suscitando ovviamente le critiche dei tradizionali avversari del realismo goldoniano. Con piccoli e sapienti tratti di colore, adoperando con eccezionale maestria le precedenti esperienze di compositore di intermezzi e drammi giocosi, Goldoni esibisce nel campiello una prova convincente della sua tecnica rappresentativa, dosando con intelligenza tanto i caratteri quanto l'ambientazione. Un lavoro dunque che presenta una spiccata qualità iconografica, un'opera “di getto e atmosferica, nella quale circola davvero l'aria della piazza, del campiello assunto come reale protagonista di una commedia piena di incantevoli figurine ma priva di personaggi di spicco”. Il campiello uscì a stampa nel tomo V dell'edizione Pitteri (1758), e successivamente nel tomo IV dell'edizione Zatta (1792).