Carme 101 di Catullo: analisi del testo e figure retoriche

Appunto inviato da diavoletta84
/5

Analisi e figure retoriche del carme 101 di Catullo sulla morte del fratello (1 pagine formato doc)

CARME 101 CATULLO: ANALISI

Analisi del carme 101.

PAROLE-CHIAVE E CAMPI ASSOCIATIVI
Nel testo sono presenti alcune parole più rilevanti di altre.
Il termine più importante è “ inferias “, che ha il significato di < rito > e di < sacrificio >. I termini che si associano a inferias sono < miseras > ( dolorosi ), < postremo munere mortis > (l’ultimo dono di morte ), < more parentum > (l’antico costume degli avi), < tristi munere > (come triste dono) e < manantia multum fletu fraterno > (grondanti di molto pianto fraterno). Il rito e, quindi, l’ultimo dono di morte costituisce proprio il motivo per il quale il poeta si reca a visitare la tomba del fratello.
Catullo, infatti, prima di allora non aveva reso al fratello gli onori funebri.
Il poeta ha il mito della “ tomba “; in lui troviamo forte e giustamente famosa l’ immagine del “ cenere muto “ che, insieme ad altri suoi motivi, sarà ripresa dal Foscolo, pur con sensibilità diversa, nel sonetto in cui canta la morte del fratello suicida.

CARME 101 ANALISI

Un’altra parola importante nel testo è “ fortuna “, con il significato di < destino >, che Catullo definisce crudele e ingiusta per averlo diviso dal fratello; a fortuna associamo i termini < abstulit > ( ha strappato ), < indigne > (ingiustamente) e < adempte > (tolto).
Vi è poi “ ave “ < addio > che testimonia il fatto che il poeta non rivedrà più il suo caro fratello; a ave si associa < in perpetuum > (per sempre).

Carme di Catullo 101: traduzione, metrica e figure retoriche

CARME 101 CATULLO: FIGURE RETORICHE

PRINCIPALI FIGURE RETORICHE
Nella poesia si individuano varie figure retoriche.
Vi è la metonimia “ per multas gentes “: il poeta utilizza invece di un termine proprio un altro termine, che gli è legato da affinità di tipo logico; egli usa, perciò, il termine < gentes > per affermare che ha attraversato molti paesi.
L’ ipallage “ miseras inferias “: Catullo attribuisce al termine < inferias > ( riti ) l’ aggettivo < miseras > ( dolorosi ), che logicamente spetterebbe a descrivere il suo stato d’ animo.
La metafora “ postremo munere mortis “: il poeta per “ ultimo dono di morte “ intende gli < onori funebri > che rende finalmente al fratello dopo molto tempo.
La metafora “ muto cenere “: Catullo si riferisce al fratello morto che, quindi, non può rispondergli; inoltre potrebbe anche trattarsi di una personificazione del “cenere" a cui Catullo vorrebbe rivolgersi.
La personificazione “ fortuna “: il poeta afferma che il destino gli ha strappato ingiustamente il fratello.
Vi sono vari esempi di anastrofe, come “ advenio has miseras frater, ad inferias “, che consiste nell’ invertire l’ordine usuale delle parole.
Vi è, infine, la metonimia “ fletu fraterno “: Catullo intende il suo pianto per il fratello morto.