Carme 101 di Catullo: analisi del testo e figure retoriche

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Analisi e figure retoriche del carme 101 di Catullo sulla morte del fratello (1 pagine formato doc)

CARME 101 CATULLO: ANALISI

Analisi del carme 101.

PAROLE-CHIAVE E CAMPI ASSOCIATIVI
Nel testo sono presenti alcune parole più rilevanti di altre.
Il termine più importante è “ inferias “, che ha il significato di < rito > e di < sacrificio >. I termini che si associano a inferias sono < miseras > ( dolorosi ), < postremo munere mortis > (l’ultimo dono di morte ), < more parentum > (l’antico costume degli avi), < tristi munere > (come triste dono) e < manantia multum fletu fraterno > (grondanti di molto pianto fraterno). Il rito e, quindi, l’ultimo dono di morte costituisce proprio il motivo per il quale il poeta si reca a visitare la tomba del fratello.
Catullo, infatti, prima di allora non aveva reso al fratello gli onori funebri.
Il poeta ha il mito della “ tomba “; in lui troviamo forte e giustamente famosa l’ immagine del “ cenere muto “ che, insieme ad altri suoi motivi, sarà ripresa dal Foscolo, pur con sensibilità diversa, nel sonetto in cui canta la morte del fratello suicida.

Carme di Catullo 101: traduzione, metrica e figure retoriche

CARME 101 ANALISI

Un’altra parola importante nel testo è “ fortuna “, con il significato di < destino >, che Catullo definisce crudele e ingiusta per averlo diviso dal fratello; a fortuna associamo i termini < abstulit > ( ha strappato ), < indigne > (ingiustamente) e < adempte > (tolto).
Vi è poi “ ave “ < addio > che testimonia il fatto che il poeta non rivedrà più il suo caro fratello; a ave si associa < in perpetuum > (per sempre).

CARME 101 CATULLO: FIGURE RETORICHE

PRINCIPALI FIGURE RETORICHE
Nella poesia si individuano varie figure retoriche.
Vi è la metonimia “ per multas gentes “: il poeta utilizza invece di un termine proprio un altro termine, che gli è legato da affinità di tipo logico; egli usa, perciò, il termine < gentes > per affermare che ha attraversato molti paesi.
L’ ipallage “ miseras inferias “: Catullo attribuisce al termine < inferias > ( riti ) l’ aggettivo < miseras > ( dolorosi ), che logicamente spetterebbe a descrivere il suo stato d’ animo.
La metafora “ postremo munere mortis “: il poeta per “ ultimo dono di morte “ intende gli < onori funebri > che rende finalmente al fratello dopo molto tempo.
La metafora “ muto cenere “: Catullo si riferisce al fratello morto che, quindi, non può rispondergli; inoltre potrebbe anche trattarsi di una personificazione del “cenere" a cui Catullo vorrebbe rivolgersi.
La personificazione “ fortuna “: il poeta afferma che il destino gli ha strappato ingiustamente il fratello.
Vi sono vari esempi di anastrofe, come “ advenio has miseras frater, ad inferias “, che consiste nell’ invertire l’ordine usuale delle parole.
Vi è, infine, la metonimia “ fletu fraterno “: Catullo intende il suo pianto per il fratello morto.