Cavalleria rusticana di Verga: analisi

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Analisi testuale della novella di Verga "Cavalleria Rusticana", tratta dalla raccolta "Vita dei campi" (3 pagine formato doc)

CAVALLERIA RUSTICANA DI VERGA: ANALISI

Analisi testuale della novella di Verga “Cavalleria rusticana”.

La novella “Cavalleria Rusticana” di Giovanni Verga è tratta dalla raccolta ”Vita dei campi”.
Narra la storia di Turiddu Macca, un contadino siciliano che , tornato dal servizio militare, trova la sua innamorata, Lola, fidanzata con Alfio, un carrettiere molto più ricco di Turiddu:  ha quattro muli in stalla, mentre la madre di Turiddu, ha dovuto vendere la loro unica mula. Dopo un po ‘  Lola sposa Alfio, e Turiddu, per vendicarsi, corteggia Santa, figlia di Massaro Cola “ ricco come un maiale”, che abita di fronte alla casa di Alfio.
Lola si indispettisce e un giorno invita Turiddu a casa sua di notte. Santa se ne rende conto e riferisce ogni cosa a Alfio che sfida Turiddu a duello tra i fichidindia della Canziria. I due protagonisti si affrontano all’ alba, Alfio è ferito per primo ma, piegatosi a terra, afferra una manata di polvere e acceca Turiddu gettandogliela negli occhi, poi lo colpisce con tre coltellate. La storia finisce tragicamente con la morte di Turiddu.

Novelle rusticane: testo integrale

CAVALLERIA RUSTICANA RIASSUNTO E ANALISI

La novella inizia con  una sequenza descrittiva in cui viene presentato il protagonista che è Turiddu Manca, figlio della ‘gna Nunzia. L'accostamento del nome della madre a quello del figlio denota il ruolo importante che la madre ha nella novella, pur non comparendo direttamente.
Turiddu anche se inizialmente appare come il bellimbusto del paese, rivela presto di essere “ un vinto”: Lola lo ha abbandonato, la madre si è dovuta vendere l'unica mula e un pezzetto di vigna quando lui era militare. La narrazione è dominata da una prosa “ parlata” intessuta di dialoghi e fa  uso delle discorso indiretto libero che rende bene la tecnica dell’ impersonalità dell'autore.

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CAVALLERIA RUSTICANA ANALISI EPRSONAGGI

Ci sono numerose parole dialettali come ad esempio”racinedda” e una frase in dialetto ”facemu cuntu ca chioppi e scampau,e la nostra amicizia finiu” ma, la frase come il termine, sono isolati per mezzo delle corsivo. Verga, nelle sue opere,  non ha voluto usare il dialetto perché avrebbe ristretto il libro in un ambito regionale, ma ha utilizzato la lingua italiana intessuta di espressioni e vocaboli dialettali, adatta a caratterizzare i suoi personaggi. La soluzione linguistica è stata, quindi, originale. Tutto il testo è scritto  così, nella parlata dei contadini, con  anche dei diminuitivi(es. Turiddu)e con l'uso delle voi per dare del lei. Nella novella troviamo l'inizio di un proverbio” la volpe quando all'uva non ci potè arrivare... “ e l'allusione al proverbio” quando il gatto non c'è i topi ballano”. L'uso dei proverbi, in Verga, con la loro saggezza arcaica,ha la funzione di evocare un  mondo mitico ormai  morente, ricco di valori e tradizioni, ma anche di pregiudizi.

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