Commenti su Petrarca

Appunto inviato da kikkakikka
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Commenti di alcune opere di Petrarca. (1 Pag - Formato Word) (0 pagine formato doc)

“ Solo et pensoso i più deserti campi” “ Solo et pensoso i più deserti campi” F.
Petrarca In questo sonetto il poeta esprime un dolore concentrato, di cui però, non conosciamo la causa. Laura non è menzionata; il paesaggio non è descritto. Non sappiamo l'esatta causa della sua inquietudine, anche se la si può intuire, ma certo sappiamo che è inquieto. Questa condizione di profondo dissidio si esprime nel testo attraverso una serie di opposizioni e di antitesi che alludono ad una condizione conflittuale. Il sonetto si chiude con l'immagine di un ideale colloquio con Amore: dunque solitudine significa essere solo con il proprio tormento; il pensare si risolve in un colloquiare che rinnova l'angoscia. In questo sonetto Petrarca deve trattare delle proprie passioni, ma allo stesso tempo le deve dominare e controllare; infatti non scrive sotto l'urgere della passione, ma a distanza di tempo.
“La tempesta delle passioni è già qui superata e risolta nel tono di confessione lucida, meditata, serena, sebbene tutta percorsa di fremiti e di dissidi segreti” (Sapegno). Il ritmo è regolare, pacato, controllato, senza bruschi mutamenti che possano trasmettere l'idea di una scrittura compiuta sotto l'urgere della passione. In tutto il sonetto proemiale l'attenzione del poeta si concentra sullo stato di inquietudine dell'io e solo su quello, mentre tutto il resto passa in secondo piano. “Padre del ciel, dopo i perduti giorni” F. Petrarca Questo è un sonetto scritto per l'anniversario per gli undici anni trascorsi dal suo innamoramento per Laura: la data del giorno dell'innamoramento è bipartita tra il primo verso della prima terzina e l'ultimo verso dell'intero sonetto, dove il ricordo religioso è accompagnato dalla consapevolezza di avere all'interno del proprio animo anche l'empietà. Può essere considerato come un'accusa, un'invocazione di soccorso. Petrarca è in bilico tra passato e futuro. Nella prima quartina, dopo l'invocazione a Dio, il poeta si rivolge al suo passato e considera il suo tormento d'amore. Nella seconda si volge al futuro, invocando la pace spirituale tanto desiderata. Laura fa sa sfondo a questo sonetto, mentre i dubbi del poeta sono i protagonisti. “Nella serrata rete di corrispondenze è non soltanto espressa l'ultima dialettica di pentimento e speranza, ma sono anche portate alla luce due autinomie più segrete: il contrasto tra passato e presente, fra luce e tenebre” (Amaturo). “Zephiro torna” F. Petrarca Ritorna la primavera, tutta la natura è in fiore ed invita ogni creatura ad amare, diffondendo gioia e felicità. Solo il poeta è triste, poiché la sua amata è in cielo: per lui la natura primaverile è uno spettacolo di desolazione e di dolore. Laura è morta e la natura muore con lei. Il poeta è ormai in età avanzata e il ritorno della primavera con i suoi seducenti spettacoli naturali non lo attrae più e non lo consola, anzi, tutto contribuisce a ricordargli che La