Considerazioni sui promessi sposi

Appunto inviato da hidalgos
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Considerazioni e commenti su alcuni temi dei promessi sposi: personaggi, paesaggio, religione. (formato word pg 5) (0 pagine formato doc)

I promessi sposi I rapporti fra i personaggi si uniformano a quello che è lo schema consolidato nel romanzo storico e nel romanzo d'avventura: accanto all'eroe (Renzo) compare l'antagonista (don Rodrigo) e l'oggetto del desiderio (Lucia) che li contrappone.
Ecco, poi, una folta schiera di sostenitori, dell'una o dell'altra parte, i "buoni" e i "cattivi". Tuttavia, il discorso si complica perché la notevole capacità di penetrazione psicologica del Manzoni impedisce ai personaggi di assumere connotazioni nette, definite, unilaterali: nessuno (salvo, forse, don Rodrigo e il suo luogotenente, il bravo Griso) è "completamente cattivo. Analogamente la condotta d'eroi positivi come Renzo non va immune da errori e da ambiguità, mentre nel passato di un campione della carità e del perdono come padre Cristoforo campeggia...
un omicidio. E la monaca di Monza? Comincia schierandosi a difesa della sicurezza di Lucia e poi, per cause di forza maggiore, si fa complice del suo rapimento! Quanto a don Abbondio, nonostante i suoi sforzi d'essere neutrale, di fatto sostiene gli squallidi propositi di don Rodrigo.Potremmo comunque raggruppare i personaggi secondo le schema vittima-oppressore.le azioni sono collegate secondo la logica che regge tutto l'intreccio dei Promessi Sposi: Renzo e Lucia sono le vittime, mentre Don Rodrigo l'oppressore. I suoi "alleati" (innominato, cugino Attilio, conte zio) con i bravi e tutti i "parassiti" (Azzecca-garbugli, podestà di Lecco) che siedono alla sua tavola, sono gli aiutanti dell'oppressore. Invece figure come padre Cristoforo,Agnese e persino l'energica Perpetua, governante di don Abbondio, o gli amici al paese, come Tonio e il fratello "tocco" Gervaso, possono annoverarsi fra gli aiutanti delle vittime. Renzo e Lucia, infine, hanno anche dalla loro alcuni personaggi che li ospitano, danno protezione, lavoro, sicurezza, come il cugino Bortolo che abita a Bergamo .  I personaggi, poi, possono essere ulteriormente suddivisi in due categorie: statici e dinamici, da intendere non solo nel senso che nel corso della storia non mutano e restano fedeli a se stessi nel corso del tempo, ma anche della staticità o dinamicità rispetto allo spazio, se cioè restano fermi in un determinato luogo o sono portati dalle vicende a decidere autonomamente di spostarsi (in questo senso Lucia è statica perché "viene spostata" contro la sua volontà e diviene dinamica solo alla fine quando decide insieme al marito di abbandonare il paesello per andare a Bergamo, ma anche qui con una buona dose di staticità, perché in fondo segue il marito). Sono personaggi statici? (o piatti) quelli che non modificano la propria personalità nel corso della narrazione, come don Abbondio, definito "eroe della paura. Egli, infatti, proprio perché si comporta in una maniera diversa da come si dovrebbe comportare un normale parroco, non solamente diverte il lettore, che sorride alle sue eccessive paure, alla sua pavidità di coniglio, al suo egocentrismo, alle sue ansie p