Duecento e Trecento

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Contesto storico-culturale dell'Europa.In Italia i principali centri culturali erano le città dove l’aristocrazia si mescolava al ceto mercantile... (2 pagine formato doc)

Duecento e Trecento Duecento e Trecento La nascita delle lingue e delle letterature europee moderne si colloca sullo sfondo di una grande svolta storica avvenuta intorno all'anno Mille, quando cominciarono a delinearsi forti segnali di ripresa economica e sociale dopo mezzo secolo di grave crisi: rifioriva l'agricoltura, i villaggi e le campagne cominciavano a ripopolarsi, venivano inventate nuove tecniche di coltivazione.
L'aumento della produzione agricola favorì lo sviluppo dei commerci e fu così che le città, da poveri centri amministrativi dipendenti dalla campagna si trasformarono in fiorenti centri economici. Nei tre secoli successivi la popolazione sarebbe più che raddoppiata.
Queste trasformazioni misero gradualmente in discussione le fondamenta politiche del sistema feudale. L'impero e il papato, videro lentamente diminuire le loro capacità di controllo sulla società di fronte ai due soggetti politici che dovevano minare alle basi dell'universalismo medioevali: le monarchie nazionali, capaci di metter fine al disordine feudale e di porsi come poteri autonomi e i comuni, forme di autogoverno della nuova società cittadina. Il primo regno di fatto autonomo fu la Francia seguito dalla Spagna e dall'Inghilterra. L'Italia vide la principale affermazione dei comuni. La chiesa rimase il tessuto connettivo della cultura e della mentalità , ma si fece strada un diffuso desiderio di rinnovamento spirituale, di ritorno alla povertà e alla purezza delle origini evangeliche. Dai papi vennero iniziative per le purificazione dei costumi e la supremazia della Chiesa, e la predicazione della “guerra santa” della cristianità contro l'Islam in Sicilia, Spagna e Terrasanta suscitò grande consenso e fervore. Ma le aspirazioni ad una rinascita religiosa avvennero anche spontaneamente con la nascita di movimenti di religiosità popolare: alcuni vollero collocarsi nell'ambito della Chiesa, come gli ordini francescano e domenicano mentre altri sfociarono nell'eresia e furono duramente combattuti dall'istituzione ecclesiastica. Cambiarono anche i modi e i luoghi di produzione della cultura. Fino al X secolo gli intellettuali eroano perlopiù uomini di chiesa che scrivevano in latino testi di teologia all'interno dei monasteri. Con l'anno Mille si affermo un nuovi tipo di letteratura, scritta in volgare, che esaltava i valori della cortesia e della cavalleria, ideali propri dei ceti signorili e dell'aristocrazia guerriera. Il suo centro di irradiazione fu la Francia, che esercitò, nei secoli XI-XIII, un'incontrastata egemonia sull'Europa. Nell'Italia de Duecento e del trecento i principali centri culturali erano le città dove l'aristocrazia si mescolava al ceto mercantile. Nelle università, nelle scuole, negli studi dei notai e degli uomini di legge nacque una nuova letteratura,legata per lingua,forme e temi, ai diversi contesti locali. Grazie alla straordinaria vitalità economica e culturale delle città nel corso del XIV secolo l'egemonia cultural sull