Epistolario leopardiano

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Schema di alcuni dei temi più importanti dell'"Epistolario" di Giacomo Leopardi. (file.doc, 12 pag) (0 pagine formato doc)

GIACOMO LEOPARDI Epistolario GIACOMO LEOPARDI EPISTOLARIO TEMI LETTERE RAPPORTO CON I FAMILIARI CONCEZIONE DI SE SALUTE IL BORGO NATIO (RECANATI) ROMA LA NOIA E LA MALINCONIA LE ILLUSIONI I RUMORI E LE VISIONI LE DIFFICOLTÀ Fine di Luglio 1819 (Recanati) A Monaldo Leopardi non giunse mai Al padre Verso il padre “Un figlio che l'ha sempre amata e l'ama e si duole infinitamente di doverle dispiacere” “Mio caro Signor Padre, se mi permette di chiamarla con questo nome, io m'inginocchio per pregarla di perdonare a questo infelice per natura e per circostanze” “ Con doni intellettuali completamente inferiori ai miei” “Contuttoché si credesse da molti che il mio intelletto spargesse più che un barlume” “Un uomo del mio carattere” “So che sarò stimato pazzo, come so ancora che tutti gli uomini grandi hanno avuto questo nome” “Voglio piuttosto essere infelice che piccolo” “Se la mia salute fosse stata meno incerta” “Pur essendo così debole come io sono” “ Era cosa mirabile come ognuno che avesse avuto anche momentanea cognizione di me, immancabilmente si meravigliasse ch'io vivessi tuttavia in questa città” “La noia madre per me di mortifere malinconie, mi nuoce assai più che ogni disagio del corpo” 21-03-1817 (Recanati) A Pietro Giordani “Di Recanati non mi parli.
M'è tanto cara che mi somministre-rebbe le belle idee per un trattato dell'Odio della patria.” 30-04-1817 (Recanati) A Pietro Giordani “Crede Ella che un grande ingegno qui sarebbe apprezzato? Come la gemma nel letamaio” “ Non m'è possibile (...) fare che la mia salute debolissima non si rovini” “A me non va di dar la vita per questi pochissimi, né di rinunziare a tutto per vivere e morire pro loro in una tana” “L'ignoranza è nel volgo(...)ma moltissimi s'ingegnano di studiare , moltissimi si credono poeti filosofi che so io” “Così accade in Recanati e in queste provincie dove l'ingegno non si conta fra i doni della natura” “ Che sia pazzia il non contentarsi di non veder nulla, il non contentarsi di Recanati?” “Unico divertimento in Recanati è lo studio: unico divertimento è quello che mi ammazza: tutto il resto è noia” “A tutto questo aggiunga l'ostinata nera orrenda barbara malinconia che mi lima e mi divora, e collo studio s'alimenta e senza studio s'accresce.
So ben io qual è , e l'ho provata, ma ora non la provo più, quella dolce malinconia che partorisce le belle cose, più dolce dell'allegria, la quale, se m'è permesso di dir così, è come il crepuscolo, dove questa è notte fittissima e orribile, è veleno (...) che distrugge le forze del corpo e dello spirito” “So che la noia può farmi manco male che la fatica, e però spesso mi piglio la noia , ma questa mi cresce, com'è naturale, la malinconia” 05-12-1817 (Recanati) A Pietro Giordani &ldq