Filippo Tommaso Marinetti: riassunto

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Riassunto della vita e le opere di Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo (3 pagine formato doc)

FILIPPO TOMMASO MARINETTI: RIASSUNTO

Filippo Tommaso Marinetti.

Emilio Angelo Carlo Marinetti (in altri documenti risulta “Filippo Achille Emilio”) trascorre i primi anni di vita ad Alessandria d’Egitto, dove il padre (Enrico M.) e la madre (Amalia Grolli) convivono more uxorio. L'amore per la letteratura emerge sin dagli anni del collegio: a 17 anni finanzia la sua prima rivista scolastica, Papyrus; i gesuiti lo minacciano di espulsione per aver introdotto a scuola gli scandalosi romanzi di Emile Zola. E’ inviato così dalla famiglia a diplomarsi a Parigi, dove ottiene il Baccalaureato nel 11893.
Si iscrive alla facoltà di legge di Pavia, insieme al fratello maggiore Leone. La morte di quest'ultimo, appena ventunenne, è il primo vero trauma della vita di Marinetti, che dopo aver conseguito la laurea (1899), decide di abbandonare la giurisprudenza e assecondare la sua vocazione letteraria. Da questo momento non cesserà di sperimentare incessamente in ogni campo della letteratura (poesia, narrativa, teatro, parole in libertà), firmandosi sempre “Filippo Tommaso Marinetti”.

Futurismo e Filippo Tommaso Marinetti: riassunto

FILIPPO TOMMASO MARINETTI: RIASSUNTO VITA E OPERE

Nel 1902 ha un altro grave lutto famigliare: muore la madre, Amalia Grolli, che da sempre lo aveva incoraggiato a praticare la poesia. Le sue prime poesie in lingua francese, pubblicate su riviste poetiche milanesi e parigine, vengono notate soprattutto in Francia, da poeti come Catulle Mendès e Gustave Kahn. In questo periodo Marinetti compone per lo più versi liberi di stampo simbolista o liberty, che risentono dell'influenza di Stèphane Mallarmè e soprattutto di Gabriele D’annunzio. Il suo rapporto con D'Annunzio è sin dall'inizio ambivalente: nella scena parigina i due poeti italiani sono visti come rivali, ma il successo di D'Annunzio oscura quello del più giovane collega, che spesso anzi è consultato come fonte di prima mano di aneddoti sul “Vate”: diversi di questi aneddoti sono raccolti in due volumi, D’Annunzio Intime eLes Dieux s’en vont, D’Annunzio reste. La produzione di Marinetti si distingue da quella dannunziana per il particolare gusto per l’orrido e il grottesco. Tra il 1905 e il 1909 dirige (in un primo momento in collaborazione con Sem Benelli e Vitaliano Ponti V) la rivista milanese Poesia, di cui è fondatore e principale finanziatore. All’inizio si tratta di una rivista eclettica, che ha il merito di proporre in Italia alcuni autori simbolisti (soprattutto francesi e belgi) ancora sconosciuti.

FILIPPO TOMMASO MARINETTI, MANIFESTO DEL FUTURISMO: RIASSUNTO

Solo nel 1909 essa diventa il primo organo ufficiale di un nuovo movimento poetico: il Futurismo. Amante della velocità, nel 1908 Marinetti è ripescato in un fossato fuori Milano in seguito a un banale incidente: per evitare due ciclisti era uscito di strada con la sua automobile. L'episodio viene trasfigurato nel Manifesto del futurismo, composto nel 1908 e pubblicato nel febbraio dell'anno successivo sulla prima pagina del più prestigioso quotidiano francese, Le Figaro (pare che Marinetti sia riuscito a farlo pubblicare grazie all'interessamento di un vecchio amico egiziano del padre, azionista del quotidiano). Il Marinetti che viene estratto dal fossato è un uomo nuovo, deciso a liberarsi degli orpelli decadentisti e liberty, e che detta ai suoi compagni un programma fortemente rivoluzionario: occorre chiudere i ponti col passato, "distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie", e cantare "le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa" "glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna".Il Manifesto viene letto e dibattuto in tutta Europa, ma le prime opere 'futuriste' di Marinetti non hanno la stessa fortuna. In aprile la prima del dramma satirico Le roi Bombance (Re Baldoria), composto nel 1905, viene sonoramente fischiata dal pubblico... e da Marinetti stesso, che introduce così un altro degli elementi essenziali del Futurismo: la "voluttà d'essere fischiati". (L'autore tuttavia affronterà a duello un recensore troppo severo).