Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo: analisi, temi e spiegazione

Appunto inviato da laura
/5

Analisi dettagliata, riassunto, tematiche e spiegazione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo (5 pagine formato doc)

ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: ANALISI, TEMI E SPIEGAZIONE

Foscolo e le sue opere.

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis: L’Ortis è un romanzo epistolare, un genere letterario in voga nel Settecento, specialmente nella seconda metà del secolo, quando nell’incipiente sensibilità romantica, la lettera meglio si prestava alle effusioni sentimentali; considerato però interiormente, in quanto contiene il nascere e lo svolgersi di una passione, in urto con la realtà, è un romanzo psicologico. Foscolo immagina che Jacopo scriva all’amico Lorenzo Alderani (forse Giovanni Battista Niccolini).

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: RIASSUNTO

TRAMA: all’indomani del trattato di Campoformio (1797), con il quale il “liberatore” Napoleone ha ceduto Venezia all’Austria in cambio della Lombardia, Jacopo Ortis, che è un giovane di idee liberali, per sfuggire alle prime persecuzioni del governo austriaco, lascia Venezia e si rifugia sui colli Euganei.

Qui conosce Teresa, che vive con il padre (il signor T.), anche lui profugo politico e con una sorella piccola, Isabellina, e se ne innamora profondamente. Ma la fanciulla è già promessa sposa ad un altro, Odoardo, un giovane serio, di buona posizione economica e sociale, ma spiritualmente arido. Si tratta di un fidanzamento di convenienza, combinato dal padre di Teresa, ma osteggiato dalla madre, che, per non rendersi complice dell’infelicità della figlia, ha abbandonato la famiglia e vive lontano con sua sorella. Jacopo, anche se ha la certezza di essere contraccambiato da Teresa, si accorge dell’assurdità del suo amore soprattutto per ragioni politiche, perché si tratta di tempi tristi che scoraggiano il matrimonio.

Vincenzo Monti e Goethe: riassunto

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: ANALISI

Per liberarsi dal tormento, lascia i colli Euganei e viaggia per alcune città, Bologna, Firenze, Siena, Milano, ecc. Quando apprende che Teresa si è sposato con Odoardo, corre a Venezia per salutare la madre, quindi ritorna sui colli Euganei, dove si uccide pugnalandosi al cuore.
Teresa è il nome della donna amata da Foscolo e che era la moglie di Vincenzo Monti.
Ortis è il Foscolo stesso.
L’opera ha infine per sottotitolo i versi danteschi: libertà va cercando, ch’è sì cara, come chi per lei vita rifiuta (Purg. I, ,vv. 71-72).
Questi versi ci rivelano la natura vera del suicidio di Jacopo Ortis. Esso non è negazione della vita, ma è, alfierianamente, affermazione e bisogno di libertà, denuncia di oppressione e protesta contro la società e il destino.
Oltre a quelle citate sul quaderno c’è, tra Foscolo e Goethe, una notevole differenza di stile e di lingua. Goethe, dice il Foscolo stesso, “depurò ed arricchì una lingua, il tedesco, che non aveva scrittori classici”, egli invece, “ridiede forza e novità ad una lingua, quella italiana, classica da più secoli”