Francesco Guicciardini

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Francesco Guicciardini Francesco Guicciardini I Ricordi- non sono un'opera scritta per essere resa pubblica.
Guicciardini li concepì come una raccolta di massime del tutto privata, destinata solamente ai propri familiari e discendenti, che vi avrebbero potuto trovare utili regole di condotta, insegnamenti, avvertimenti, che derivano dalla riflessione politica, morale e umana. La stesura accompagnò per decenni la vita di Guiccia. Nell'arco di venti anni di elaborazione cui i ricordi furono sottoposti, il loro carattere subì un cambiamento sostanziale. Nella stesura più antica i singoli ricordi consistevano nella registrazione di un fatto autobiografico su cui si appuntava la riflessione dell'autore che ne traeva una massima di comportamento.
Nella redazione definitiva, invece, il tono passa più alla riflessione sugli uomini e sulle cose, riducendo la cronaca all'essenziale. Nei ricordi troviamo tutto quello che aveva appreso Guicciardini nella sua esperienza politica e umana, fornendoci la sua precisa visione del mondo. I grandi temi dei ricordi sono la vita, la morte, il destino del mondo e dell'uomo nel mondo; altri sono la storia, la religione, i mutamenti dei costumi, le vicende della politica. Ma tutto questo viene visualizzato secondo la visione del mondo tipica dell'autore, e rivela una personalità alquanto pessimistica: l'uomo è quello che è, il mondo è quello che è. Non c'è spazio di cambiamento, quanto anche di speranza di cambiamento. Infatti in Guicciardini, che risente della grave crisi italiana, non c'è più speranza nell'azione politica; la prospettiva si chiude nel limitato orizzonte del “particulare”, l'interesse privato, che, insieme alla “discrezione” e alla “prudenza” (parole tematiche di Guiccia.), rende bene quel senso di impossibilità di un'azione libera e risolutiva. Storia d'Italia- unica opera di Guiccia. espressamente dedicata alla stampa; tutte le altre invece nacquero invece come riflessioni destinate all'autore stesso o, al massimo, ai propri familiari. In quest'opera scrisse una summa dei recenti avvenimenti storici italiani per il pubblico, dei posteri più che dei contemporanei, inserendovi la propria esperienza diretta dei fatti e la propria visione politica. L'opera fu composta alla fine della sua carriera (1537-1540). Divisa in 20 libri, racconta i fatti accaduti partendo dalla morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, antefatto degli avvenimenti successivi, fino all'elezione di Paolo III nel 1534. La materia trattata è disposta secondo una struttura annalistica; l'interesse dello scrittore erano sulla storia diplomatica, politica e militare, negli eventi che, pur accadendo nella penisola, spesso erano provocati da eserciti e stati stranieri. Alcuni temi caratteristici percorrono tutta l'opera: la miseria e l'instabilità della condizione umana ( prova evidente nella rovina italiana, succeduta alle prospere condizioni quattrocentesche ); instabilità dovuta alla supremazia della fo