Il Futurismo e l'esaltazione del dinamismo e dell'aggressività: tesina

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Tesina sul Futurismo e l'esaltazione del dinamismo e dell'aggressività (7 pagine formato doc)

FUTURISMO, ESALTAZIONE DEL DINAMISMO

Il Futurismo e l’esaltazione del dinamismo e dell’aggressività.

Il Futurismo, considerato uno dei movimenti d’avanguardia del primo Novecento, si organizza intorno a vari manifesti teorici che ne definiscono le caratteristiche in ogni campo, dalle arti alla politica. Propone, quindi, non solo innovazioni nell’ambito letterario o figurativo, ma anche un nuovo stile di vita, sotto l’influenza sia delle riviste fiorentine del periodo, sia dell’eredità dannunziana.
Tipico di questo movimento è il rifiuto del presente e della società borghese, mentre si esalta la macchina, la tecnica, la grande industria, la velocità e l’aggressività. Il manifesto principale che pose le basi per lo sviluppo del Futurismo fu quello pubblicato su “ Le Figaro” nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, in cui si celebra il movimento, l’azione, il gesto violento, la guerra e la virilità, disprezzando invece la donna e il femminismo.

Futurismo: Manifesto, pittura e tempo

FUTURISMO: VELOCITA' E DINAMISMO

Ne riportiamo alcuni tratti significativi:
1: Noi vogliamo cantare l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
3: La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corda, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
4:…un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
7: Non v’è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
9: Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igiene del mondo-, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore, e il disprezzo della donna.
10: Noi vogliamo combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
12: E’ dall’Italia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il “Futurismo”, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii.

FUTURISMO, CARATTERISTICHE

Si può dire che i futuristi sono ben più moderni di D’Annunzio e dei poeti crepuscolari, poiché non risolvono il rapporto dell’artista col mondo moderno attraverso la fuga dal reale ma incentrano la loro poetica sulla velocità, sull’industrializzazione, sulla metropoli. Connessa con l’accettazione della società moderna è una nuova etica basata appunto sull’aggressività e sulla competitività: gli atteggiamenti letterari e culturali del Futurismo fanno da copertura ideologica al meccanismo dell’industrialismo capitalistico. Inoltre i futuristi avranno un ruolo di primo piano tra gli interventisti prima e tra i fascisti poi: l’atteggiamento aggressivo non sarà più riferito solamente alla loro produzione letteraria ma anche alle loro posizioni politiche e ai loro comportamenti. Per quanto riguarda la loro poetica, si ha anzitutto la critica dell’arte precedente (ne è un esempio il manifesto: “Uccidiamo il chiaro di luna!”dell’aprile del 1909, contro la poesia tradizionale romantica e decadente). Nel “Manifesto tecnico della letteratura futurista” si propone poi la distruzione della sintassi, l’abolizione della punteggiatura e dell’aggettivo qualificativo, l’uso dei verbi all’infinito e dell’ortografia e della tipografia libere, per rendere vivo il concetto della velocità e dell’irruenza delle emozioni. Il continuo flusso di sensazioni e sentimenti è realizzato attraverso “la libertà assoluta delle immagini o analogie”. Ai primi esponenti futuristi si aggiunsero Papini, Govoni, Folgore, Palazzeschi, cui si deve un’ ardito sperimentalismo formale. Sul piano creativo vero e proprio, i risultati più notevoli del movimento si ebbero però nelle arti figurative.

IL PITTORE DEL FUTURISMO

Nel 1910 Boccioni elabora, insieme ad altri pittori, il “Manifesto tecnico della pittura futurista”, in cui si afferma la necessità di esprimere la “sensazione dinamica” anche in pittura. La luce e il movimento diventano i protagonisti in questo campo a scapito della forma, che viene rotta e ricostruita in modo da renderla appunto dinamica: si vuole mostrare l’“energia della materia”, la ricerca frenetica di “slancio vitale”, l’irrazionalità degli stati d’animo. I futuristi riescono a creare effetti luminosi attraverso la fusione e la sovrapposizione dei corpi, che possono deformarsi in un’immaginaria corsa quale segno di un dinamismo incessante e coinvolgente. Nel “Manifesto dei pittori futuristi” del 1910 leggiamo: “Il grido di ribellione che noi lanciamo esprime il violento desiderio che ribolle oggi nelle vene di ogni artista. Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica, incosciente e snobistica del passato, alimentata dall’esistenza nefasta dei musei [..] esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima [..] Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!”.