Futurismo, Scapigliatura e Decadentismo: riassunto

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Autori e caratteri generali del Futurismo, della Scapigliatura e del Decadentismo (1 pagine formato doc)

FUTURISMO

Il Futurismo.

Movimento letterario ed artistico fondato in Italia ai primi del Novecento da Marinetti. I futuristi proclamavano la rottura con il passato e l’adesione al dinamismo della vita moderna, in un atteggiamento tutto proiettato verso le nuove conquiste tecnologiche. Questo movimento propugnava la distruzione della sintassi e l’uso delle parole in libertà. (Letterati più famosi: Marinetti, Palazzeschi e Soffici).

LA SCAPIGLIATURA: CARATTERI GENERALI

LA SCAPIGLIATURA.

Movimento artistico e letterario che ebbe il suo centro a Milano; traduce il termine francese Bohème. Attingendo alla cultura francese contemporanea, (Baudelaire, Flaubert e Zola), gli scapigliati affermano la loro rivolta contro la morale corrente, la religione, la retorica risorgimentale. I contenuti riflettono l’ultima fase del Romanticismo, (temi funebri, erotici, ironici e sregolatezze, date dall’alcol e dalla droga). Con l’interesse verso gli aspetti più dimessi della vita quotidiana, gli scapigliati anticipano le tendenze veriste. La prosa è aperta ad espressioni dialettali e polemizzano con Manzoni e Verga, esponenti della tradizione. Autori: Giuseppe Rovani, Emilio Praga, Cletto Arrighi, Ugo Tarchetti, Arrigo Boito, Carlo Dossi.

Decadentismo ed Estetismo: riassunto

SCAPIGLIATURA E DECADENTISMO

IL DECADENTISMO. Nel XX secolo, la filosofia sposta la sua indagine sull’esistenza. Sigmund Freud, scoprendo il subcosciente, cioè quella regione dello spirito prima ignota, rivela elementi prima sconosciuti alla ragione: quelle voci profonde, misteriose, che noi non conosciamo ma che ci guidano e ci tormentano. I poeti hanno cercato di fare una poesia che fosse in relazione con questo io più segreto. Questo periodo così rivoluzionario rispetto alla tradizione, si chiama Decadentismo, nome che non implica una svalutazione, ma il riconoscimento del distacco dal passato. L’Italia, alla fine dell’800, era ancora legata al Romanticismo, contro il quale erano insorti molti intellettuali francesi, desiderosi di rompere con il passato. Il primo ad insorgere e che viene considerato padre del Decadentismo, fu Baudelaire. Dopo di lui abbiamo: Mallarme, Berlaine e Rimbat in Francia; in America Edgar Poe ed in Germania Rilke; tutti espressero il desiderio di modernità. Quindi, Decadentismo non significò decadenza, bensì ansia di rinnovamento, travaglio interiore, insoddisfazione per la normale vita quotidiana, ammirazione per tutto ciò che c’è di genuino e spontaneo nella natura.
In Italia operano giornali e riviste, tra cui: Il Leonardo, (1903-1907) e La Voce, (1908-1916).