Generi metrici propri della poesia provenzale

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Il grande cambiamento rispetto alla poesia latina è il tipo di versificazione (la versificazione latina era basata sulla lunghezza delle sillabe, che si dividono in sillabe lunghe e brevi; in volgare, invece, non c’è questa distinzione e pertanto il riferimento per il computo delle sillabe è la sillaba di per sé.
La versificazione è detta, pertanto sillabica, e riguarda l’accentuazione e l’uso della rima. I versi si distinguono in base al numero delle sillabe, in base all’arsi fondamentale -l’accento che cade sulla penultima sillaba-). Uno dei primi manuali di versificazione è il Leys d’amors (leggi d’amore, o meglio ancora leggi della poesia che tratta il tema dell’amore -nella poesia volgare l’amore è il tema dei temi-). 


In questo manuale di metrica, i versi analizzati variano dal quadrisillabo al dodecasillabo, quello provenzale corrisponde al nostro dodecasillabo, metro della granda tradizione lirica italiana.
Vengono analizzate le varie forme rimiche e la poesia provenzale privilegia le rimas caras (le rime preziose, difficili, rare – una rima semplice è in –are, quelle più complesse si formano con parole non comuni perché in questo modo è misurata meglio la bravura del poeta-). Questo tipo di poesia è già strofica, cioè i componimenti sono divisi in unità omogenee (ognuna di queste parti è composta da un  numero di versi sempre uguali ad eccezione  per l’ultima strofe). La strofe in provenzale è detta cobla, che è appunto caratterizzata dallo stesso numero di versi e dalla stessa struttura rimica, ovvero una volta individuato lo schema rimico della prima strofe questo deve ripetersi nelle strofe successive.