Il giardino di Armida: parafrasi

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Il giardino di Armida: parafrasi del canto XVI della Gerusalemme liberata (6 pagine formato doc)

IL GIARDINO DI ARMIDA, PARAFRASI

Il giardino di Armida di Torquato Tasso.


Il ricco edificio è rotondo, e nella sua più profonda
insenatura, che è quasi al centro del tondo,
vi è adornato un giardino e sovrasta
tutti i più famosi che mai fiorirono.
Tutt’intorno vi è una serie di logge
così intricate che l’occhio non può seguirle che è stata creata dai demoni che sono
che giace tra le vie oblique di quel ingannevole
impenetrabile ravvolgimento.

Costoro (Carlo e Ubaldo) passarono per l’entrata principale
(Che questo palazzo ne aveva cento).

Tancredi e Clorinda: analisi del canto 12 della Gerusalemme liberata

IL GIARDINO DI ARMIDA, PARAFRASI 16

Come il Meandro fra rive oblique e incerte
Scherza e con uno strano corso ora cala ed ora monta,
e rivolge le sue acque ora verso la fonte ora verso il mare,
mentre le acque avanzano, incontrano quelle che sembrano tornare indietro a causa di una avvolgimento sinuoso
così e più inestricabilmente intrecciate
sono le vie del giardino, ma il libro che il mago di Ascalona ha dato ai due crociati
contiene il disegno del labirinto e parla delle sue vie contorte
spiegandole e risolvendo ogni loro difficoltà.

Dopo essere usciti dalle vie intricate del labirinto,
comparì davanti a loro uno stupendo giardino
stagni, corsi d’acqua limpidi come il cristallo,
fiori vari e varie piante, erbe strane,
collinette soleggiate, valli ombrose,
e offriva la vista di selve e grotte;
e, cosa che accresce la bellezza e il pregio del giardino,
non si scopre per nulla l’artificio magico che crea tutto questo.

IL GIARDINO DI ARMIDA, PARAFRASI CANTO 16

Sei indotto a credere  (tanto le parti coltivate sono mescolate con quelle lasciate incolte e selvagge ad arte)
Solamente naturali siano gli ornamenti e i siti.
Sembra un artificio della natura, che per diletto
imiti scherzando l’arte, sua imitatrice.
Persino il vento stesso, è un effetto della maga,
il vento che fa fiorire gli alberi:
con i fiori eterni anche il frutto è eterno,
e mentre ne spunta uno, ne matura un altro.

Nel tronco stesso e tra la stessa foglia
Invecchia il fico che è sopra il fico nascente;
il frutto nascente e quello già maturo pendono dallo stesso ramo,
il secondo con la buccia già dorata, l’altro invece con la buccia ancora verde;
lussureggiante serpeggia in alto e germoglia
la vite nel giardino soleggiato:
qui l’uva è ancora acerba, e qui c’è la
dorata e rosseggiante.

Bellissimi uccelli tra i verdi rami
Accordano in gara canti armoniosi;
mormora il vento, e fa stormire le foglie
e mormorare le acque del ruscello che variamente ella ordina.
Quando gli uccelli tacciono il vento risponde con un mormorio più profondo,
quando essi canto invece scuote più leggermente le foglie e le acque;
sia per caso o per arte, il vento melodioso ora accompagna i canti degli uccelli ed ora
si alterna ad essi. Torquato Tasso.

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