Glorious Revolution inglese

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Breve relazione sui principali avvenimenti della Glorious Revolution inglese. ( 2 Pag - Formato Word ) (0 pagine formato doc)

Compito di Storia 22/02/2000 pag La Glorious Revolution Il clima di tensione in cui si svolsero gli ultimi ani di regno di Carlo II, sospettato di volgersi verso un modello di monarchia assolutista e di volere reinstaurare il cattolicesimo, si fece ancor più acuto dopo la sua morte e l'ascesa al trono di suo fratello, Giacomo II, fervente animatore del partito cattolico soprattutto dopo la promulgazione di una “Dichiarazione di Indulgenza” con la quale sospendeva di fatto una legge del Parlamento contro le sette indipendenti, cattolici compresi.
Il gesto filocattolico ed assolutistico del re, unito alla nascita di un figlio, in seguito al secondo matrimonio del re con la principessa cattolica Isabella d'Este, e quindi alla prospettiva di una continuazione indefinita della monarchia filocattolica e della possibilità di una guerra civile, convinse entrambi i rami del Parlamento inglese (Tories, sostenitori della Corona e Whigs, sostenitori della superiorità parlamentare) a richiedere l'intervento del protestante Guglielmo III d'Orange, statholder d'Olanda e acerrimo nemico di Luigi XVI, invocato dal popolo inglese e dalla stessa chiesa ufficiale.
Emblematicamente, il futuro sovrano portava scritto sulle proprie insegne: “per la libertà, per la religione protestante, per il parlamento. Guglielmo III sbarcò nel 1688 sul suolo inglese, costringendo Giacomo II alla resa ed alla fuga in Francia ed assunse, quale marito di Maria Stuart, figlia protestante di Guglielmo II il titolo di re d'Inghilterra, con il beneplacito del Parlamento. Significativamente, tra coloro che accompagnarono Guglielmo d'Orange nel trionfale viaggio dall'Olanda a Londra, c'era anche il filosofo John Locke, che nei suoi famosi “Two Treatises on Civil Government”, teorizzava in quegli stessi anni l'importanza e l'indiscussa superiorità dell'istituto parlamentare tra le diverse forme di governo democratico. Bill of Rights All'atto dell'ascesa al trono, Guglielmo III e sua moglie dovettero sottoscrivere una dichiarazione dei diritti, dettati dal Parlamento, con la quale accettavano precise limitazioni al potere regio a garanzia delle prerogative del Parlamento e della libertà dei sudditi. La suddetta dichiarazione venne poi tradotta in legge (Bill of Rights = legge dei diritti) nel 1689. Il testo legislativo conteneva l'elenco delle violazioni compiute dagli Stuart contro la legislazione e le prerogative del Parlamento, che venivano così condannate, e dettava norme su molte importanti questioni fra le quali: l'impossibilità del re di sospendere leggi parlamentari o dispensare chiunque dalla loro osservanza, l'illegalità di esazioni di denaro per la corona senza il consenso parlamentare, l'impossibilità di mantenere un esercito in tempo di pace senza l'autorizzazione del Parlamento, il diritto dei sudditi protestanti alla detenzione di armi per legittima difesa, la forma di libertà per le elezioni parlamentari, il diritto alla libertà di parola, di disc