Intellettuale e società nel Medioevo

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Breve riassunto su intellettuale e società nel medioevo: chiesa e corti, università, diffusione dei libri, goliardi e giullari (1 pagine formato doc)

INTELLETTUALE E SOCIETA' MEDIOEVO

Intellettuali e società.

La Chiesa e le corti. Nei primi secoli del Medioevo la produzione culturale si concentra maggiormente all’interno di monasteri e nelle corti vescovili urbane. La Chiesa manterrà per secoli la propria produzione culturale, mediante il controllo di buona parte del sistema scolastico e universitario, attraverso la predicazione orale e la produzione di testi scritti di argomento religioso. All’egemonia della Chiesa si affianca l’intraprendenza culturale delle corti dei grandi feudatari, dove i sovrani producono una produzione storiografica, autocelebrativa.
Nelle corti del Sud della Francia si avvia invece la grande stagione della lirica trobadorica. Alla corte siciliana di Federico II giungevano autori letterari da tutto il mondo.

La figura dell'intellettuale nell'Umanesimo

LA FIGURA DELL'INTELLETTUALE NEL MEDIOEVO

La cultura del comune: l’università. Durante l’XI secolo nascono nuovi centri di cultura laica: lo sviluppo delle attività mercantili determina una crescente domanda d’istruzione. La conoscenza dell’ars dictandi, cioè delle tecniche del comporre, è necessaria a tutti coloro che utilizzano la scrittura in prosa. Il più importante maestro di retorica, e maestro di Dante Alighieri, è Brunetto Latini. La formazione culturale si organizza nelle arti liberali: accanto a quelle del trivio (grammatica, dialettica e retorica), ci sono quelle del quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia e musica). Nascono le prime università; le facoltà originariamente erano tre: teologia, medicina ed arti del trivio.

GLI INTELLETTUALI NEL MEDIOEVO: RIASSUNTO

La diffusione dei libri. Una delle conseguenze più significative della rivoluzione culturale è lo sviluppo della produzione libraria e la diffusione della carta. La domanda di cultura e di scolarizzazione conduce alla nascita di una vera e propria editoria manoscritta, tant’è che possiamo individuare in questo periodo la nascita delle prime biblioteche individuali appartenenti a laici.

Goliardi e giullari. La cultura universitaria è una cultura dotta, da cui resta totalmente esclusa la cultura popolare. Ai confini tra la cultura popolare e quella dotta si collocano gli ‘alternativi’ come i clerici vagantes o goliardi, religiosi senza sede, scappati dai conventi per scrivere e divulgare la propria cultura realistica e ribelle verso ogni sacralità, ed i giullari, che scrivono in volgare e sono autori vaganti che cantano, recitano e suonano all’interno delle corti e che divulgano il proprio pensiero nelle piazze. Purtroppo quasi niente di questo materiale è giunto fino a noi, a causa di trascrizioni tal volta soggette ad operazioni di censura culturale ed intellettuale.

Approfondimento: Centri di produzione culturale nel Medioevo: monasteri, università, corti