Porte aperte, Sciascia: analisi e riassunto

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Porte aperte di Sciascia: analisi del testo e dei personaggi, riassunto, struttura narrativa, tempo, spazio e stilemi (2 pagine formato doc)

PORTE APERTE SCIASCIA: ANALISI E RIASSUNTO

Porte aperte
1) Presentazione bibliografica
Autore: Leonardo Sciascia
Titolo: Porte aperte
Anno, città e casa editrice della prima edizione dell’opera: Adelphi, 1987
Editore e data dell’opera considerata: Adelphi, 1987
2) Genere dell’opera: romanzo breve
3) Riassunto breve dell’intreccio e senso dell’opera
Il romanzo è ambientato in Sicilia nel 1937, durante il periodo fascista.

Il fatto è realmente accaduto. Il protagonista del romanzo è un “piccolo giudice”, un giudice “a latere”.
Gli viene sottoposto il caso di un uomo accusato di aver ucciso la moglie, l’uomo che in ufficio aveva preso il suo posto e l’uomo che aveva deciso il suo licenziamento.

Leonardo Sciascia: biografia

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Dichiarato l’imputato colpevole, il giudice deve decidere se infliggere o no la pena di morte. Egli non vuole, sebbene sia obbligato dalla legge, e perciò si oppone fermamente alla pena capitale. Aiutato da un giurista dei sei che lo affiancano, riesce nel suo intento, ma alla fine la sua immagine risulta fortemente screditata agli occhi della gente, e perde il suo posto, o per lo meno le possibilità di fare carriera. Con quest’opera Sciascia vuole schierarsi apertamente contro la pena di morte, che era stata reintrodotta in Italia nel 19, inizialmente solo per i crimini politici, poi anche per quelli non politici (<<Così la pena di morte era rientrata, dopo circa quarant’anni, nella legge italiana: per la difesa dello stato fascista; e si era arrivati a darla a chi aveva l’intenzione, soltanto l’intenzione, di attentare alla vita di Mussolini. Era poi stata estesa ai più gravi delitti non politici>>. Egli vuole, inoltre, rappresentare la Sicilia, terra in cui il muro di omertà è difficile da distruggere, e nella quale un uomo estraneo alla mentalità comune è irrimediabilmente tagliato fuori dalla vita cittadina.

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4) Tematiche
Politica: le “porte aperte”. Sono metafora dell’ordine e della sicurezza che si pensava regnassero in Italia durante il periodo fascista. In realtà il regime non garantiva assolutamente la libertà dei cittadini: <> (pag. 31), che non riportavano le notizie interamente, ma le piegavano ai loro fini, spesso omettendo particolari importanti e usando uno stile magniloquente che in realtà nasconde il vuoto delle istituzioni.
Il fascismo. Durante il periodo fascista, quello che conta di più è l’apparenza. I giurati portano tutti all’occhiello della giacca il distintivo del partito fascista, anche se molti in realtà non si sentivano veramente fascisti.
La pena di morte. Venne reintrodotta in Italia dieci anni prima dello svolgimento dei fatti narrati nel romanzo. Secondo la maggior parte delle persone, grazie al ripristino della pena di morte le condizioni di sicurezza pubblica sono aumentate, perché <> (pag. 23). Per gli uomini comuni, la pena di morte è <> (pag. 38), poiché non solo ritengono che con la morte del colpevole si sia pulita una parte della società, ma soprattutto perché vedono nell’applicazione di una pena così severa una sorta di giustizia. I giudici non si chiedono se la pena di morte sia giusta o no, la applicano e non si curano nemmeno del fatto che potrebbero commettere degli errori e condannare degli innocenti.
Secondo gli uomini come il “piccolo giudice”, invece, <<l’umanità, il diritto, la legge- e insomma lo Stato che filosofia idealistica e dottrina del fascismo dicevano allora etico - >> non devono <> (pag. 26).