Leopardi: classico o romantico

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Riassunto della poetica di Giacomo Leopardi (3 pagine formato doc)

LEOPARDI: CLASSICO O ROMANTICO

La poetica di Leopardi.

Leopardi è classicista o romantico? Giacomo Leopardi non  partecipò mai attivamente al dibattito che nell'800 coinvolse classicisti e romantici. Partecipò invece "moralmente" con due testi: la Lettera ai redattori della "Biblioteca italiana" del '16, e il Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica del '18; i due scritti però non vennero pubblicati e non poterono quindi incidere sul decorso del dibattito. Col Discorso Leopardi si schierava salla parte dei classicisti e, nel contempo, sferrava un pericoloso attacco contro la poetica romantica; tuttavia nella lettera usò argomentazioni sotili, ma poco radicali (questo può spiegare la mancata pubblicazione, assieme alla quasi nulla notorietà dell'autore in un gruppo che vantava il fior fiore del mondo letterario dell'epoca).

Leopardi e Romanticismo: riassunto


LEOPARDI NEOCLASSICO O ROMANTICO

Egli per un verso sostiene che la poesia classica sia stata più naturale, espressa in un linguaggio più spontaneo e non contaminato dal razionalismo moderno; per un altro attacca il Romanticismo nel suo punto di maggior forza: il suo carattere rivoluzionario.

Leopardi sostiene che, ben lontano dal proporre svolte decisive, il nuovo movimento o fa scalpore per nulla (il rifiuto della mitologia e delle unità aristoteliche per esempio, avevano generato una polemica sproporzionata rispetto alla loro effettiva incidenza e presenza nella letteratura contemporanea), oppure si limita a riproporre temi e motivi, come il patetico, conosciuto e utilizzato dagli artisti antichi con molto più gusto di quanto non mostrassero di fare i romantici.

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PERCHE' LEOPARDI E' CLASSICISTA

Chiaramente, la parte "positiva" del Romanticismo non si limitava, come Leopardi dà a credere, alla proposta del patetico, ma nel rilevarlo il poeta mostra una particolare sensibilità verso tale aspetto: "[i romantici] distinguono [il patetico] con ragione dal trito e lugubre o sia dal malinconico proprio, quantunque esso patetico abbia ordinariamente o sempre un colore di malinconia [...].Patetico vuol denotare quello che comunemente con voce moderna se guardiamo al tempo, se guardiamo all'uso antichissimo, si chiama sentimentale".
Il giovane poeta dunque da una parte è troppo "tiepido" per piacere ai classicisti, e dall'altra è troppo classicista per piacere ai Romantici. Se a livello teorico egli si definisce senz'altro classicista e anti-romantico, su quello pratico tenta o progetta di tentare vari generi non sempre e solo classici: dalle canzoni civili a quelle lugubri-cimiteriali, dal romanzo autobiografico alle novelle psicologiche, dagli Inni sacri all'idillio. Di fatto però i due generi intrapresi nel 1818-19 e continuati fino a tutto il '22 sono la Canzone e l'Idillio.

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PERCHE' LEOPARDI E' ROMANTICO

La lingua della poetica: i modelli della canzone e dell'idillio. La conquista di una lingua poetica in grado di sostenere la complessa articolazione del proprio pensiero, rappresentò per Leopardi un processo di svolgimento graduale, in stretto rapporto con la tradizione dantesca e petrarchesca, fino a una matura soluzione stilistica originale, decisamente innovativa rispetto alla conformità dei normali paramentri metrici. In questo senso ebbe grande rilevanza il nuovo assetto che egli propose nei confronti del modello della canzone, fino ad allora legata al rigoroso schematismo petrarchesco.