Letteratura italiana tra il 1800 e il 1900: da Verga a Leopardi

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La letteratura italiana tra il 1800 e il 1900: gli autori da Leopardi a Verga (50 pagine formato doc)

LETTERATURA ITALIANA 1800 E 1900

Giovanni Verga.

Vita.
1840: Nasce a Catania da una famiglia di piccola nobiltà agraria
1859: s’iscrive malvolentieri alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania
1869: ma si trasferisce a Firenze, dove frequenta ambienti letterari prestigiosi
1872: poi a Milano, dove frequenta il mondo giornalistico ed editoriale
1884: infine a Parigi, dove conosce e frequenta il prestigioso scrittore naturalista francese Emile Zola.
1890: si ritira definitivamente a Catania,
per poi morire nel 1922.

LETTERATURA ITALIANA AUTORI

IL VERISMO. E’ la scrittura letteraria (come suggerisce la parola stessa) del “vero”, cioè la descrizione realistica di fatti veri, reali, anche negativi (per es.

ambienti sociali popolari di difficili condizioni), attraverso un linguaggio impersonale e distaccato, che cioè né vuole abbellire questa realtà attraverso forme eleganti e raffinate, né vuole deriderla attraverso forme comiche e satiriche, parodistiche, ma anzi intende solo rappresentarla così com’è.
La prima produzione letteraria di Verga non fu subito verista, ma ancora storico patriottica: ”Amore e patria” (1857); “I Carbonari della montagna” (1862) (legate all’entusiasmo per i contemporanei moti risorgimentali e poi per l’avvenuta unificazione d’Italia) ; e romantico sentimentale: “Storia di una capinera” (1870) (la storia di una fanciulla costretta a diventare suora, secondo le abitudini del tempo, ma innamorata di un giovane che poi, con suo sommo dolore, finirà per sposare sua sorella.)
Quali furono le ragioni che spinsero Verga a passare da un’iniziale giovanile letteratura storico patriottica e romantico sentimentale ad una successiva e più matura letteratura veristica?
•    Innanzitutto una certa delusione per l’esito dei moti risorgimentali; sì l’unificazione d’Italia e la sua liberazione dagli Austriaci, ma un’Italia piena di problemi, soprattutto al sud, sulla quale ancora tanto bisognava lavorare per migliorarne le condizioni. Ma da questa delusione, Verga non divenne un rivoluzionario volto a cambiare lui le condizioni dell’Italia specie meridionale, semplicemente divenne sfiduciato e scettico verso quel decantato progresso di cui tutti parlavano e verso quell’entusiasmo risorgimentale che aveva portato tanti uomini a combattere e a morire per migliorare la propria patria.
•    Un’insoddisfazione per tutta la letteratura romantico sentimentale, a suo avviso troppo languida e poco costruttiva
•    L’avvicinamento alla letteratura naturalistica francese, visto che a Parigi conobbe e frequentò il prestigioso scrittore naturalista francese Emile Zola (dal naturalismo francese si sviluppò il verismo italiano)
•    L’interesse per le condizioni effettive dell’Italia meridionale, soprattutto della sua Sicilia, terra natia. Ma questo interesse per la sua terra natia siciliana scoppiò solo dopo averla abbandonata, solo quando Verga si trovò da essa lontano, immerso nella vita mondana e culturale di centri italiani come Firenze, Milano e europei come Parigi.

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LETTERATURA ITALIANA 800 AUTORI

LE NOVELLE. La produzione letteraria veristica di Verga cominciò con alcune novelle, incentrate quasi tutte sulla rappresentazione di un mondo di contadini, di pastori, un mondo lontano dalla storia italiana frenetica di quegli anni (dalla quale, anzi, non aveva ottenuto alcun miglioramento di condizione) e anzi chiuso nella propria realtà di lavoro faticoso, di miseria, di una natura ostile, di tradizioni e regole di comportamento da rispettare, di sottomissione ai più ricchi e potenti, di gerarchie sociali immutabili.
Tuttavia per Verga quello era un mondo autentico (per questo lo rappresenta nella sua opera così com’era), capace fino in fondo di accettare con dignità la propria condizione senza alcuna pretesa di cambiarla con la rivoluzione.
Tra le novelle ricordiamo la raccolta “Vita dei campi” del 1880, comprendente “Rosso Malpelo”, “La Lupa”, “La cavalleria rusticana”.