"La locandiera": domande e risposte

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Domande e risposte sull'opera di Carlo Goldoni. (5 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

Assandri Davide 4°A PROPOSTE DI LAVORO T71 LA LOCANDIERA 1 - Verificare se dalle didascalie è possibile ricavare delle informazioni sulle caratteristiche fisiche, psicologiche, sociologiche dei personaggi, sui loro abiti, sugli ambienti e sugli oggetti di scena, se vengono dati dei suggerimenti su come devono essere pronunciate certe battute.
Dalle didascalie si possono trovare spunti per completare l'analisi dei vari personaggi e delle varie situazioni, ma soprattutto servono per spiegare espressioni linguistiche o nomi relativi all'epoca della composizione in quanto il testo è presentato in linguaggio originale, quello del Settecento. Ad esempio la nota n° 26 spiega che cos'era un “filippo”, moneta in uso a quei tempi oppure la nota n° 20 spiega il termine “malnato” che significa nel linguaggio moderno screanzato.
2 - Trovare tutti gli “a parte” ed i monologhi di Mirandolina e verificarne la funzione; riflettere anche se il linguaggio qui usato da Mirandolina differisce da quello che la donna usa nei dialoghi. Mirandolina è un personaggio cinico perché riesce con lucidità a raggiungere i suoi obiettivi e riesce a far ciò mutando i suoi atteggiamenti: quando parla direttamente ai suoi interlocutori Mirandolina è sempre educata e garbata, ed usa un linguaggio di impeccabile proprietà; ma quando parla fra sé manifesta la sua vera natura, la sua sostanziale volgarità di piccola borghese attaccata al denaro ( ad esempio nel monologo della scena IX dell'atto I usa espressioni gergali tipo “Mi piace l'arrosto e del fumo non so che farne”, mentre nel dialogo con il marchese spiantato dice “Arsura, non gliene cascano”). Ciò rivela come tutto il suo contegno si regga sulla finzione e la dissimulazione, accortamente manovrate per il raggiungimento dei suoi fini. Solo quando usa l'arma della franchezza cameratesca e virile per sedurre il cavaliere arriva a confessare apertamente i principi cinicamente utilitaristici che regolano la sua condotta con i suoi aristocratici spasimanti: “Cerchiamo di fare il nostro interesse; se diamo loro delle buone parole, lo facciamo per tenerli in bottega” (I,15); ma questa franchezza è per così dire neutralizzata e resa inoffensiva dal fatto di essere inserita in una più vasta strategia d'inganno. 3 - Catalogare tutte le situazioni in cui i personaggi “fingono” di essere ciò che non sono e di conseguenza “recitano” un ruolo diverso da quello che è loro. Riflettere sulle ragioni che determinano tali finzioni. Le due commedianti fingono di essere una baronessa e una contessa: questo perché vogliono far credere di appartenere a una classe sociale più elevata della loro, nasce tutto quando all'inizio Fabrizio le scambia per nobildonne e continua in tutta la commedia anche se Mirandolina è ben a conoscenza della loro vera collocazione sociale Mirandolina per tutta la durata della commedia seduce il Cavaliere fingendo di essere innam