Lorenzo Ghiberti: riassunto biografia

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Lorenzo Ghiberti: riassunto della biografia dell'artista e interpretazione della formella del "Sacrificio di Isacco", preparata per il concorso indetto nel 1401 per la realizzazione della seconda porta del Battistero di Firenze (2 pagine formato doc)

LORENZO GHIBERTI: RIASSUNTO

Lorenzo Ghiberti. Le nuove teorie rinascimentali sperimentate da Brunelleschi, Masaccio e Donatello, non sempre trovarono un’accoglienza entusiasta.

Ciò è comprensibile se si tiene conto di quanto esse siano lontane dalla tradizione tardo - gotica di artisti quali Gentile da Fabriano - che, a quei tempi, si identificava col gusto corrente.
Un importante ruolo di collegamento tra antico e moderno venne svolto, in particolare, da Lorenzo Ghiberti, il quale avverte che qualcosa in campo artistico sta cambiando e, pur non aderendovi pienamente, riesce di fatto a superare l’immobilismo della tradizione tardo - gotica.

Concorso del 1401 a Firenze per la porta nord del Battistero

LORENZO GHIBERTI: BIOGRAFIA

Lorenzo di Cione Ghiberti nacque a Firenze intorno al 1378 e, contrariamente ai pittori di corti di quell’epoca, svolse la maggior parte della sua attività artistica nella città natale.

La sua formazione, presso una bottega orafa, gli permette di acquisire magistralmente l’arte del disegno e del cesello. La prima importante occasione che si offre a Ghiberti per affermarsi pubblicamente fu il concorso per la realizzazione della seconda porta del Battistero fiorentino, nel 1401, a cui prendono parte alcuni tra i più importanti artisti dell’epoca.

La porta del paradiso del battistero di Firenze: appunti di arte

FORMELLA IL SACRIFICIO DI ISACCO

Il tema della formella da realizzare è il Sacrificio di Isacco; la realizzazione deve attenersi a precise e restrittive prescrizioni di forma, di durata di fabbricazione e di quantità di bronzo di impiegare. Le due formelle che sono giunte fino a noi - e probabilmente quelle tra cui cadde la difficile scelta del vincitore - sono quelle di Ghiberti e di Brunelleschi, conservate oggi nel Museo Nazionale di Bargello a Firenze.
Nella composizione di Ghiberti c’è un perfetto bilanciamento compositivo tra i personaggi sulla sinistra e quelli sulla destra, come da tradizione, mentre una roccia simbolica divide in due la scena. Altro elemento dalla valenza del tutto simbolica è l’angelo, che sembra materializzarsi dal nulla ( è infatti simbolico anche il gesto che questo personaggio compie per arrestare l’azione sanguinaria di Mosè nei confronti del figlio).Nonostante le figure di Abramo e si Isacco siano realizzate con grande cura dei particolari, dalle loro movenze e dalle loro espressioni non traspare la drammaticità della scena.
Legati alla tradizione classica sono, invece, il perfetto nudo di Isacco e la decorazione dell’altare sacrificale.

La formella di Ghiberti: riassunto

FORMELLA DI BRUNELLESCHI

Nella formella del Brunelleschi, la scena non ha più la pacatezza ghibertiana, ma si anima di accenti drammatici; Isacco, al centro della composizione, tenta di svincolarsi dalla ferrea presa del padre e il gesto dell’angelo - che nella formella di Ghiberti compiva un semplice cenno con la mano - è un gesto fisico, duro, tutt’altro che simbolico e la sua forma è un tutt’uno con il bordo del lobo della formella.
I due servi, nei due lobi inferiori, sono raffigurati in maniera del tutto naturale, intenti nelle proprie faccende e incuranti della scena, tanto che Brunelleschi, pur adeguandoli alla forma della cornice, li fa addirittura fuoriuscire da essa, proprio per accentuare l’idea vi vivacità della scena.
Questo espediente è decisamente significativo, poiché sembra voler testimoniare l’insofferenza dell’uomo rinascimentale agli schemi precisi e rigidi nei quali l’arte gotica lo aveva costretto.