Meriggio, G. D'Annunzio.

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Parafrasi della poesia Meriggio di D'Annunzio. (2 pagine formato doc)

A mezzogiorno sul Mar Tirreno, pallido e di color verde, come gli oggetti di bronzo disseppelliti dalle tombe etrusche.
Non soffia un filo di vento sull’atmosfera. Non si muove la canna solitaria sulla spiaggia, di piante selvatiche e di ginepri bruciati dal sole. Se provo ad ascoltare non sento alcun suono. La fila si navi bianche stanno ferme verso Livorno. Nel chiaro silenzio vedo le isole del Faro, di fronte alla costa Toscana e ancor più lontano, appaiono come forme d’aria, isole da te tanto odiate, o Dante, la tua Capraia e la Gorgogna. Le Alpi Apuane appaiono come un insieme di grande montagne dalle quali si estrae il marmo, che regnano orgogliosamente. La foce è come uno stagno salato del colore del mare, in mezzo alle capanne, dentro le reti che prendono dagli staggi che formano una croce.
Come il bronzo delle tombe, è verde pallido e in pace sorrido, quasi come le acque del fiume Lete, portatore di calma, non evidenzia segno di corrente o piega d’aria.