Neoclassicismo e Preromanticismo: riassunto

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Riassunto sul neoclassicismo e sul preromanticismo italiano (1 pagine formato doc)

NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO

Neoclassicismo e Preromanticismo - Anche se da sempre in Italia vi erano un gusto e delle forme espressive, nell '800 si ebbero degli eventi nuovi, tali da fare chiamare questo periodo Neoclassicismo.
Il gusto neoclassico venne riscoperto in Italia soprattutto grazie alle scoperte archeologiche di Pompei ed Ercolano, e dalle opere dell'archeologo tedesco JOHN JOACHIM WINCKELMANN che sosteneva che l'arte greca aveva realizzato nel campo dell'arte l'ideale del bello assoluto ed eterno, principi che poi confluirono nell'arte e nella letteratura di quel periodo con la ricerca del bello assoluto e dell'armonia delle forme.
A questo modo di guardare l'antico si aggiunse poi il classicismo rivoluzionario: i protagonisti della Rivoluzione Francese guardavano ad Atene, Sparta e Roma come le uniche città in cui si fosse vissuta una vita repubblicana libera, virtuosa, sobria e forte, e riferendosi agli scritti di Plutarco, si atteggiavano e parlavano come essi.

Questo è un classicismo austero  ed eroico, che pur riesumando l'antico è molto lontano dalla grazia di esso.

Neoclassicismo e Preromanticismo: le differenze

NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO RIASSUNTO

Questo romanticismo rivoluzionario nell'età napoleonica si trasformerà in scenografia grandiosa, di parata; questo accadrà sia nell'arte sia nella letteratura in cui si esalterà il regime napoleonico, paragonandolo all'impero romano di Cesare o Augusto.
Ma oltre tutta questa scenografia, nell'età napoleonica verranno veramente seguite le impronte di Winckelmann: questo è il caso di Foscolo (in particolare delle Grazie) che vede l'antico come un mondo di armonia, bellezza, luminosa vitalità e serenità, opposto ad un presente inerte, oscuro e imbarbarito.

Foscolo non pensa però che l'antico sia un mondo fantastico che non possa più tornare: egli infatti crede che l'Italia abbia raccolto l'eredità della Grecia, e che attraverso le melodie pittoriche dei versi foscoliani si possa far rivivere quel magnifico periodo.
Negli ultimi anni del '700 e nei primi dell'800 si riscontrano in Italia delle tendenze che appaiono opposte a quelle del neoclassicismo di una calma interiore, di un dominio delle passioni, della contemplazione del bello ideale.
Infatti si comincia ad avere il gusto per l'esotico, il barbarico, per atmosfere melanconiche e lugubri dominate dall'idea della morte, ed esasperazione passionale e soggettiva.

NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO ITALIANO

In Italia questo tipo di pensiero si ebbe soprattutto con la diffusione di traduzioni di opere già largamente presenti in Europa quali "La nuova Eloisa" o la "Julie" di Jean-Jacques Rousseau, o con i romanzi epistolari di Samuel Richardson, o con la diffusione de "I dolori del giovane Werther" di Goethe.
Goethe con i suoi romanzi fa parte però di un gruppo di scrittori tedeschi, che preannunciano il periodo del Romanticismo Europeo, che presero il nome di Sturm und Drang (Tempesta e assalto). Questi intellettuali erano per lo più amici di Goethe, e predicavano il libero amore, l'esaltazione del genio, uscendo dalla vecchia concezione illuministica, un'ansia di libertà che scavalcasse ogni legge o convenzione sociale, l'esaltazione della passionalità: insomma vi è quasi un rigetto di tutta la cultura illuministica.
I maggiori esponenti dello Sturm und Drang furono Friedrich Maximilian Klinger (Sturm und Drang), Michael Lenz (I soldati), Heinrich Wagner (L'infanticida) e Friedrich Muller (Situazione della vita del dottor Faust).
Fama europea ebbero anche i Canti di Ossian, di James Macpherson. Egli fece finta di tradurre delle poesie di Ossian, un bardo del III d.C., in cui vi era l'esaòltazione della virtù guerriera e cavalleresca, storie di amori appassionati, descrizione di paesaggi cupi. In Italia venne tradotto da Melchiorre Cesarotti e venne paragonati Ossian adun Omero del Nord.