Notte di Lucia e dell'Innominato: tema

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La notte di Lucia e dell'Innominato a confronto: tema svolto (2 pagine formato doc)

NOTTE DI LUCIA E DELL'INNOMINATO: TEMA

Differenze e analogie tra la notte di Lucia e dell'Innominato: tema. Al padrone, che gli chiede un resoconto dell'impresa, il Nibbio riferisce del suo turbamento provocatogli dalle lacrime e dalle implorazioni di Lucia.

Perciò egli decide che per simili imprese in futuro vorrebbe essere sostituito. La cosa ingenera nell'Innominato il desiderio di vedere e di parlare con questa contadina capace di creare turbamenti addirittura in un uomo abituato al delitto e alla impietosità come il Nibbio.
Forse quella donna, pensa, possiede qualcosa di particolare. Il colloquio con Lucia segna una progressiva ritirata dell'Innominato che non si aspettava non tanto le lacrime e gli inviti alla pietà ma tanta dignità, tanta fermezza e tanta capacità di risposte precise. È un po’ come se le parti, i ruoli del gioco si invertissero: quindi Lucia da oppressa si trasforma in oppressore (morale), mentre l’Innominato avverte un disagio enorme provocatogli da quel senso di oppressione che non aveva mai provato, e ne resta profondamente turbato. Ed il turbamento dell’Innominato aumenta quando ritorna nella sua stanza, per diventare una vera ed autentica crisi di coscienza durante la notte. Quindi egli risale a tutti i delitti che contrassegnano la sua esistenza, il suo fortissimo desiderio di primeggiare, il suo gusto del potere.

La notte dell'Innominato: tema

QUALI OPPOSTI SENTIMENTI SUSCITA IL PENSIERO DI DIO IN LUCIA E NELL'INNOMINATO

E tutto questo gli appare insensato, senza un vero fine. Tutta la vita diventa su questo sfondo una sempre più rapida corsa verso la morte. Forse il segreto della vita è nelle parole che su Dio aveva sentito nell'infanzia e in quelle che gli sono state dette sulla sera da Lucia. Fissa tra le molte affermazioni di Lucia la sua attenzione su una: “Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia”. Anche per lui quindi Dio potrebbe rivelare, se richiesto, il suo volto misericordioso. È proprio in questo capitolo che inizia la famosa conversione dell’Innominato, che, dopo aver pensato a varie soluzioni (tra cui il suicidio), decide di seguire la strada Cristiana e affidarsi a Dio, l’unico che può perdonare tutte le sua malefatte e lo può sollevare dal suo pessimo stato d’animo attuale, facendogli intravedere la luce della salvezza.
Proprio in questo capitolo, come nel 17°, si nota come nei Promessi Sposi sia molto importante la notte, fondamentale per una nuova “rinascita” dei personaggi; infatti, nel 17° capitolo Renzo in fuga si allontana sempre più dal mondo umano divenutogli ostile e si addentra in una natura deserta fino al tormento della solitudine e al bisogno di tornar tra gli uomini: a quel punto, la voce dell'Adda irrompe come la presenza d'un amico, d'un fratello, d'un salvatore, e può iniziare il ritorno fra la gente, dall'incontro col pescatore fino all'approdo ad una nuova città.

La conversione dell'Innominato: saggio breve

LUCIA E L'INNOMINATO CAPITOLO 21

Anche nel 21° capitolo è presente la medesima situazione; infatti un filo misterioso collega l'Innominato a Lucia; entrambi, infatti, prima di raggiungere una momentanea pace (il riposo di Lucia, il risveglio dell'Innominato alla vita), ognuno dei personaggi deve percorrere fino in fondo la sua angoscia. Lucia deve perdere tutto, rinunciando a Renzo. L'Innominato deve perdere tutto, rinunciando al suo potere e giungendo quasi al punto di gettare la sua stessa vita. Nell’economia del capitolo in questione, e più precisamente dell’ultima parte, sono molto importanti alcuna parole-chiave che sono molto importanti da sottolineare al fine di comprendere al meglio il testo.